#thesleepyhamlet

giovedì 13 dicembre 2018

TRAVELLING WITH...LAURA

'But they shouldn't call that lovely place the Avenue. There is no meaning in a place like that. They should call it - let me see - The White Way of Delight. Isn't that a nice imaginative name?'

- L. M. Montgomery, Anne of Green Gables (1908) 



This is Laura and she works in a Scottish Library, in Nairn, to be precise. If you happen to be there, please, pay a visit!
The moment I have read her fictional character's name, I smiled with joy; and I kept on doing that while picturing the poetic setting she suggested:

'I would love Anne Shirley to come and visit my garden here in Scotland in the Spring time when the Plum trees are full of frothy scented blossoms.
A beautiful scene in the book has captivated me since I first read it as a child. Riding through a flowery avenue of blossom trees with her newly acquainted adoptive guardian Matthew, Anne earnestly proclaims it to be "the White Way of Delight"... Her flowery language and eagerness in stark contrast to the simple quiet shyness of Matthew beside her.
Every spring I eagerly celebrate "the White Way of Delight" appearing in my garden with heartfelt joy and know that Anne Shirley would too.'

Thank you Laura, for bringing up such an amazing girl as Anne, whom I have adored for my entire life. Still, she has got so much to 'teach' us, like the way she looks at things around her. I have adored Matthew, as well and found him reliable and tender. 
I'd like to be in that garden too and enjoy three beautiful things in a row -  Spring in Scotland, a red-haired girl, a brilliant woman I've been so lucky to meet this year in a book shop. 

L'ospite di stasera è la bibliotecaria di un paese scozzese. Sceglie i colori e i fiori del suo giardino durante la primavera come setting ideale per trascorrere un po' di tempo con Anna Shirley, la famosa Anna dai capelli rossi che ci ha fatto tanto sognare da piccoli: la sua spontaneità, il suo amore per le parole e l'uso del linguaggio, il suo incantarsi di fronte alla natura.
Io la ringrazio, e immagino un giorno di primavera in un giardino delle Highlands in compagnia di Anna, personaggio che ho amato moltissimo. 

giovedì 6 dicembre 2018

IN VIAGGIO CON...PETRA

"La terra, quella è una nave troppo grande per me. È un viaggio troppo lungo. È una donna troppo bella. È un profumo troppo forte. È una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò."

- A. Baricco, Novecento (1994)




Petra è la prima ospite della nostra rubrica e ha svolto il compito in maniera impeccabile (è donna, appunto).Sceglie di portare con sé un viaggiatore per eccellenza - Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, protagonista dell'omonimo romanzo di Alessandro Baricco. Le lascio la parola:

"La ragione principale della scelta è l'importanza che hanno per me coraggio, apertura mentale e curiosità. 

Lemon è nato su una nave, su di essa ha conosciuto il suo talento ed è diventato un incredibile musicista, su di essa deciderà di spendere la vita intera. Si troverà davanti a un bivio che implica la possibilità di scendere dalla nave e conoscere il mondo, ma rifiuterà il rischio. Spaventato dall'ignoto, opterà per ciò che già conosce, seppur limitato e ristretto; farà dietro front sulla rampa di discesa della nave e non la percorrerà mai più.

Lo porterei a Parigi. Vorrei che potesse vedere la magia, la poetica, il romanticismo e la sensualità di una città che adoro. Vorrei accompagnarlo per le viuzze del quartiere Le Marais, fargli vedere l'imponenza di Notre-Dame con le sue vetrate colorate e i rosoni gotici che si specchiano nella Senna; mi piacerebbe che sentisse il profumo delle baguette appena sfornate, il sapore sublime che hanno se accompagnate da vino e formaggio.

Vorrei che Lemon scegliesse di stupirsi, di conoscere, di perdersi per poi ritrovarsi più forte, completo e ricco di prima. Mi piacerebbe, insomma, che scegliesse il coraggio, perché è l'unica strada, a mio parere, che porta alla meraviglia...e alla città dell'amore."

Ti ringrazio Petra, per avermi catapultato in una missione in Etiopia nel 2006 dove portai quel libro; ci andai con mio cugino e lui che odiava leggere, se ne innamorò e lo lesse tre volte. Adesso sarei curiosa di sentirne la versione audio di Stefano Benni. Ti ringrazio soprattutto per le sinestesie che hai creato e per il modo inebriante con cui avresti scelto di "salvare" Lemon, se su quella nave avesse incontrato te. Se posso permettermi, gli avrei anche fatto assaggiare uno dei tuoi manicaretti, che forse forse...
    
"The character I would like to take on a trip with me is Danny Boodman T.D. Lemon 1900, the protagonist of "Novecento" by the Italian writer Alessandro Baricco. I choose it for I find essential in life to be brave, open minded and 'snoopy'. 
Lemon was born on a ship where he learns how to become an amazing musician. On that ship he spends his entire life. When faced to the chance of getting off and exploring the world out, he will choose not to. Scared by the unknown, he will step back to his 'comfort zone' instead of walking those steps leading to the land.

I would take Lemon to Paris. I wish he could see the magic, poetry and charme of a city I adore. I would go with him around the narrow streets of Le Marais and show him the lovely Notre-Dame glass windows, reflecting themselves upon the river Seine. He should taste how deliciuos baguettes are with wine and cheese. I would like him to be enchanted, know, get lost and find himself again, stronger than before. I wish he could choose to be brave, which is the only way leading you to enchantment...and to the city of love. 

martedì 4 dicembre 2018

IN VIAGGIO CON.../TRAVELLING WITH...



Caro lettore, ecco che torna la rubrica del giovedì!

Dopo quella dedicata alle avventure in libreria e agli abitanti di Ullapool, adesso sei di nuovo tu il protagonista. Come quando ci hai mandato la foto della tua libreria di casa e dei tre libri irrinunciabili. Come? A quella non avevi partecipato?! È il momento di rimediare...

La nuova rubrica s'intitolerà "IN VIAGGIO CON..." e ti chiede di scegliere un luogo in cui sei stato e il personaggio di un libro che ci porteresti. Mi spiego meglio, o cerco; in quale posto che ti ha rubato il cuore avresti voglia di portare qualcuno che fino ad ora ha vissuto tra delle pagine? Di quel posto (che può essere mare, montagna, una stanza, una finestra...o qualsiasi cosa tu intenda per luogo) vorrei che mi mandassi una foto (se ti va, anche con te presente). Del personaggio sarebbe bello mi spiegassi perché lo scegli o, ad esempio, perché lo porteresti lì (per una chiacchierata, per ascoltarlo, per mangiare...). Ma la verità è che sei libero/a di scrivermi un po' quello che (e quanto) vuoi.

Ho (ri)scelto con gioia i giovedì perché recentemente sono stata ad un incontro su Virginia Woolf e ho scoperto che il circolo di Bloomsbury (di cui lei faceva parte) si riuniva proprio il giovedì sera, per condividere opinioni sul mondo in una Londra d'inizio '900. A questo punto non potevo che inaugurare dicembre così, con una nuova rubrica, che mi parlasse un po' di voi e mi portasse su nuove, affascinanti strade.

Aspetto le vostre foto e parole a thesleepyhamlet@gmail.com

Daiii! E arrivederci a giovedì ;-)

Dear reader, I'm back with the Thursday's column!

I named it "TRAVELLING WITH..." and it deals with a place and the character of a book. I am asking you to choose a place you've loved (it can be anything: a beach, a hill, a room, a chair...) and send me a picture of it (with or without you in it). What character would you take there? Why? To do what (have a chat, listen to him/her, eat...whatever)? You are actually free to write me whatever (and as much as) you like. More or less.

Why on Thursdays? I have recently been to a Festival on Virginia Woolf and found out 'The Bloomsbury Group' used to meet on Thursday nights for their vital discussions. 

So, let us celebrate December with this new appointment! I'll be restlessly waiting for your pictures and words at thesleepyhamlet@gmail.com

Come on! And see you on Thursday ;-) 

venerdì 2 novembre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE VILLAGERS




L'esperienza in questa libreria di Ullapool finisce con un post su di lei: Rebecca Urquhart, per tutti Beccy, che assieme al fratello Jock gestisce THE CEILIDH PLACE. Ricordiamolo, che il luogo in cui ho lavorato per sette mesi fa parte di questa casa meravigliosa comprendente: un luogo di ritrovo che è al contempo tea-room, ristorante e pub; camere in cui soggiornare; una lounge room in stile scozzese. Ospita, inoltre, eventi e gallerie. La libreria è stata fortemente voluta dalla madre di Beccy, Jean,da sempre attivista politica e pittrice. Il padre, Robert,era un famoso attore scozzese.Il cognome è strettamente legato ad Ullapool e alle Highlands. Il luogo nasceva in stile volutamente bohémien e multiculturale; ha mantenuto quei tratti grazie anche all'idea, portata avanti nel tempo, di avere uno staff multietnico. Per me sarà sempre una via di mezzo tra luogo culturale e caffè letterario.
Beccy, dopo qualche mese dal mio arrivo, mi confessa che il giorno in cui avevamo il colloquio si era dimenticata di dovermi incontrare. L'ho perdonata perché: compra tanti libri, è una bravissima cuoca, ha due figli meravigliosi. Ma, più di tutto, mi ha fatto sentire parte di una squadra, senza mai ricoprire il ruolo convenzionale di "capo". Il tutto condito con ironia. Beccy "una di noi", insomma.
La blocco un giorno in libreria, mi guarda con quel suo fare un po' così come per dire "ma questa cosa sta dicendo?", ci pensa e sceglie "Electric Brae" di Andrew Greig. Poi mi sorride.Poi deve andare che è di fretta. È un libro estremamente scozzese, è una storia travagliata, di sentimenti arte paesaggi. Non poteva che essere tale. La cosa che più la lega al testo è la condizione psicologica della protagonista, Kim, i suoi tormenti, le sue scelte di donna.

Grazie Becky, per questa favola; che anche se ti confondi ancora tra "hola" e "ciao" quando mi vedi, sei stata comunque "a super boss"!See you tonight for 'Ullapool Bonfire' and fireworks. Ciaooo  
  

giovedì 25 ottobre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE BOOKSHOP

Daunt Books

Cities of Literature

Ho saltato una settimana d'incontri in libreria, che intanto si sono accumulati. Prendo il mio quadernino degli appunti e mi accorgo che a volte ho dimenticato di segnare la data, quindi stasera è un po' così, in confusione, come il mio stato d'animo a dieci giorni dal ritorno in Italia. 
Voglio ricordarmi di Caryn, una signora di Aberdeen che in passato, per seguire il marito, ha lavorato in una biblioteca in Arabia Saudita e deciso di far studiare le figlie là. Si ricorda di questa biblioteca bellissima e del respiro internazionale che ha avuto l'educazione delle figlie ai tempi, a contatto con persone da tutto il mondo. Mi consiglia una meravigliosa libreria di Londra che voglio visitare al più presto: https://www.dauntbooks.co.uk/
Poi ho questo appunto su una coppia di New York: lui viene qui da otto anni, recentemente ha conosciuto lei e l'ha voluta portare nei luoghi che ama. Mi colpisce vedere l'espressione sui loro visi quando vengono alla cassa per pagare e si accorgono di aver comprato la stessa cartolina. Si abbracciano.
L'ultimo incontro è con una ragazza dell'Iowa,che starà quarantacinque giorni in Europa; come prossime tappe ha Roma, la Germania, la Romania. Si chiama Elizabeth ed è curioso che provenga proprio dallo stato di cui leggevo il giorno prima in una citazione tratta da "Sulla strada" di Kerouac. Mi dice che Iowa City fa parte delle 28 "Cities of Literature" scelte dall'Unesco a partire dal 2004 :http://www.cityofliterature.com/international-cities-of-literature/
Ciascuna città è stata designata per un motivo diverso e la rete che si è creata collega tra loro più di 1000 biblioteche ed oltre 900 librerie nel mondo. Lo trovo un pensiero meraviglioso per concludere.

  

giovedì 18 ottobre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE VILLAGERS




RACHAEL

Ha l'aria di essere uscita dagli anni '70. È tornata quest'anno ad Ullapool dopo sette anni in Cile, dove faceva la receptionist in un hotel; prim'ancora aveva lavorato in un negozio di musica a Piccadilly Circus, Londra. Ha studiato letteratura scozzese a Glasgow; e ci tiene a sottolinearlo, "scozzese", perché il suo corso di studi rappresentava una minoranza nell'ambito della letteratura britannica. I genitori sono di Edimburgo e si sono trasferiti ad Ullapool quando è nata lei, che quindi una highlander a tutti gli effetti: socievole ma dal carattere schivo. Non voleva nemmeno apparire nel blog ma non ha potuto sottrarsi. Ha trentaquattro anni, e quando ci incontriamo per la prima volta nella staff room del Ceilidh Place noto che ha lo stile di una persona interessante; per l'inverno farà la cameriera qui ma freme già dalla voglia di tornare a trovare i suoi amici in terra cilena. Quindi mi propone un viaggio per Gennaio, che quasi quasi...

La intervisto in un cafè rétro sul lungomare di Ullapool e lei, dalla poltrona che guarda verso l'oceano mi nomina The Handmaid's Tale di Margaret Atwood, più che mai attuale, date anche le recenti vicissitudini italiane in campo legislativo. Me lo nomina perché è l'unico libro che ha consigliato e comprato ai suoi migliori amici, due anni prima che uscisse la serie televisiva, ci tiene a dirlo. Realtà distopica quella presentata nel libro, talmente distopica che, come quella presentata in 1984 o Brave New World, si ha paura possa diventare presto cronaca quotidiana. Definisce il contenuto del romanzo "quite shocking" e, inaspettatamente, mi dice di aver preferito la serie, forse perché la Atwood era "consultant" nella fase creativa.

Grazie Rachael, appassionata di letteratura, che sei stata una delle altre scoperte di Ullapool e che hai recentemente condiviso sulla pagina Facebook dello Sleepy Hamlet un articolo interessantissimo su un teatro argentino trasformato in libreria:
https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.theguardian.com%2Fworld%2F2015%2Fjun%2F19%2Fargentina-books-bookstores-reading&h=AT0ctyEd7bJMDUoreYJmh2aTO4BKaLIuHTW6z2FHs1BfquX0J27e95sTnC1iDe1YWCntbQSBQe9qtbL2G0KyPBszDa_--SheKvGmti1IKIHKgA43rHo4rmLGYsWsh6R5mw

giovedì 4 ottobre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE BOOKSHOP

The Peatcutter's Croft

The Peatcutter's Croft

The road by the sea from Badralloch to Scraig (8 miles)

Arriva in libreria un giorno d'inizio estate, Pauline. Compra un libro che non ricordo, secondo me è di fretta perché non parliamo molto. Parliamo il tempo sufficiente per afferrare una scintilla di simpatia reciproca. Che si sa, succede sempre tutto nel primo istante. "Abbiamo un B&B dall'altra parte della costa, dovresti venire. Quest'estate è tutto pieno ma se mi contatti verso settembre ti vengo a prendere col pick-up". Mi lascia numero di telefono, sito web, nome del paese.
Due settimane fa mi cadono foglietti sparpagliati dall'agenda, il primo che raccolgo è quello di Pauline. Ho due giorni liberi da domani e faccio un tentativo. Lei si ricorda, si dimostra estremamente disponibile, si fa quarantacinque minuti di macchina per venirmi a prendere e portarmi a Badralloch, vicino a Scoraig, quest'ultimo raggiungibile solo a piedi o in barca. Il 'villaggio'  ha circa quindici abitanti ed è quello che viene definito una township. La strada per arrivarci è in salita, tra i boschi, single-track. I colori sono quelli autunnali. La casa si presenta come uno chalet in un paesaggio che fonde montagna, mare, campagna. Rustica, calda e accogliente, di una semplicità ricercata, anche negli oggetti. Appoggio lo zaino e faccio una meravigliosa camminata sulla scogliera a picco sul mare, attraversando le poche e tipiche case di Badralloch. Perdo il senso del tempo.
Pauline ha tre figli e vive qui col più piccolo e con il marito Seoras. Entrambi scozzesi, hanno vissuto a Glasgow e Londra dove lei era redattrice di una rivista e lui architetto. Dieci anni fa cambiano stile di vita, partendo da zero. 
Ceno con la famiglia. Il rito del mangiare insieme a casa di qualcuno è sempre un gesto d'intimità. Il loro B&B offre la possibilità agli ospiti di cenare con loro. La filosofia è quella di condividere tempo e parole con le persone. Cucina Pauline, che è una cuoca magnifica e mi prepara antipasto con halloumi al forno e fragole, pollo, pesche caramellate come dessert. E parliamo tanto, con lei e Seoras, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Al mattino, dopo colazione, andiamo a vedere le pecore,le mucche, diamo da mangiare ai maiali. A causa della tempesta un albero è caduto in mezzo alla strada e lo scuolabus che viene a prendere i due studenti del paese non può passare. Si accordano tra gli abitanti per una soluzione. Pauline mi prepara anche il pranzo e mi racconta di come l'ultimo dell'anno le persone del villaggio si ritrovino sempre tutte in questa casa.  
Nel pomeriggio mi riporta ad Ullapool. Ci fermiamo ad ammirare uno stagno nascosto nel bosco, i giochi di luce e di foglie nell'acqua, tra gli alberi altissimi. Mi dice che è uno dei suoi posti preferiti.
Torno a casa e sembra di aver vissuto un sogno. Grazie a Pauline, che avevo paura di non riconoscere quando mi è venuta a prendere fuori dal supermercato di Ullapool ma di cui mi è bastato incontrare gli occhi per ricordare. Hanno trovato un posto per me nonostante gli impegni della loro vita, ho fatto parte della loro quotidianità, il che ha un valore inestimabile.
Consiglio a chiunque venga nelle Highlands di trascorrere una notte al https://www.peatcutterscroft.com/ perché le parole non possono rendere completamente la magia che s'instaura tra i paesaggi e quelle persone che con la loro accoglienza rendono tutto il resto possibile. 

venerdì 28 settembre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE VILLAGERS



ALLAN

Lo riconosco dalla giacca a vento gialla fluorescente quando entra in libreria, mi saluta quotidianamente con un "buongiorno" in italiano e se ne va. Inizialmente pensavo fosse il postino. Invece è un ingegnere, Allan, che per diverso tempo ha insegnato all'università. Parla un inglese perfetto, caratterizzato da quello humour vittoriano che solo i veri personaggi British possiedono. Autore di un libro sul mistero di un incidente aereo avvenuto nelle Highlands, è stato recentemente contattato da una rete televisiva americana per una serie legata ai casi irrisolti. Il libro è stato presentato per la prima volta qualche mese fa nella nostra libreria.

Quando gli chiedo se è disponibile per un post sul blog prende la cosa molto seriamente. Mi porta una copia del suo testo preferito di tutti i tempi "The Wind in the Willows" e successivamente mi consegnerà una lettera con scritte le motivazioni della sua scelta. Il testo è di Kenneth Grahame e la prima versione risale al 1908. Testo classico per il Regno Unito, apparentemente sembra un racconto per bambini; Allan trova che sia un testo ricco di azione e di significati, oltre che dotato di una struttura comparabile al "Via col vento" o al "Dottor Zivago". Due capitoli in particolare, omessi in alcune edizioni, toccano il misticismo; molto evocativo anche il titolo di entrambi: "Piper at the Gates of Dawn" "Wayfarers All". Nel testo Allan ritrova le tracce di quell'Inghilterra vittoriana che ha caratterizzato la sua infanzia:
"...traces of Edwardian/Victorian England survived to my post-war childhood - gipsy caravans, horse-drawn, narrow boats, hand.-cracked automobiles and working windmills." 
Conclude la lettera citando l'autore, che definisce "The Wind in the Willows" un libro per tutti coloro che mantengono vivo lo spirito della giovinezza:
"...keep the spirit of youth alive in them: of life, sunshine, running water, woodlands, dusty roads, winter fire-sides."
Allan preferisce definirla "magia" della giovinezza, più che "spirito", una magia che ha paura stia scomparendo nelle generazioni che si affidano sempre più ad una realtà virtuale.

Io ti ringrazio, Allan, per la gentilezza e l'ironia che dimostri ogni giorno; per l'impegno dedicato alla scelta del testo. Più di tutto per la scatola di Ferrero Rocher che mi hai regalato per il compleanno, sorpresa infinitamente gradita. 

giovedì 20 settembre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE BOOKSHOP

Lounge Room at The Ceilidh Place

L'arrivo di due simpaticissime italiane nella libreria ha portato un po' di aria di casa ad Ullapool. Vagabondano da sempre in giro per la Scozia, Rossella e Maria Cristina, che stanno pensando di trasferirsi in maniera permanente in quella che è la loro terra del cuore. Non potevamo che andare d'accordo. 

Maria Cristina mi racconta di quando, insieme ad un amica, aveva aperto una libreria a Cavezzo, paesino della bassa modenese. Le avevano dato il nome di "Papavero Giallo", fiore in grado di crescere ovunque, anche negli ambienti più ostili; come mi spiega Cristina, cresce anche tra le più impervie rocce dell'Afghanistan, e resiste. A me viene in mente un libro di Khaled Hosseini, e mi fa pensare alla speranza. Mi racconta delle tante attività che facevano per i bambini, delle semplici e meravigliose idee che mettevano in atto, della presentazione di libri di autori locali come quello del mio ex collega e caro amico Cristiano Panzetti, "Come belle statuine".
Lo stesso giorno entra una signora svizzera, che cerca un libro in gaelico. Mi dice che dopo la pensione ha deciso di dedicarsi a dei progetti, e imparare questa lingua ricca di legami col territorio è uno di quelli. Mi racconta anche che aveva gestito una libreria, nella stazione di Friburgo, in cui aveva creato una sezione franco-tedesca e nella quale si facevano letture bilingue. Ha ricordi bellissimi legati a quel posto che aveva chiamato "Thàlia", come una delle tre Grazie figlie di Zeus, protettrice della poesia leggera e della commedia. A me colpisce il fatto che fosse bilingue e posta in un non-luogo.

Post dedicato ancora una volta alle donne, che con i loro progetti concreti hanno la capacità di farmi sognare; donne che, "comunque sia andata", ci hanno provato; donne che dei papaveri gialli hanno la determinazione e delle Muse il sorriso.


venerdì 14 settembre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE VILLAGERS


The Ullapool News

SETH

Nato e cresciuto ad Ullapool, fa parte di quella rete di persone semplici che caratterizzano un vero villaggio. Vive nel mare e per il mare; a qualche ora del giorno lo trovi sempre nei pressi del porto. Aiuta ad issare le vele, ama pescare (soprattutto i granchi), conosce pescherecci e marinai, fa parte del Rowing Club e insegna snorkeling. Quello che ha imparato lo ha imparato da solo, nei suoi luoghi, dai quali probabilmente non si separerà mai.

Con Seth è venuto il momento di celebrare una vera e propria istituzione per gli abitanti: The Ullapool News, il settimanale locale. Esce ogni venerdì, per l'esattezza, costa 50 pence ed è comprato da tutta la comunità. Si trova in vendita all'ufficio postale (che è anche bottega), al supermercato, in biblioteca. Dentro c'è tutto quello che "succede in città" e nei villaggi limitrofi, da sporadici eventi a gallerie d'arte, da annunci di chi cerca casa a vendite di qualsiasi tipo, da lamentele da parte degli abitanti a lettere di ringraziamento. Sono orgogliosa di aver fatto anche io il mio annuncio lì sopra a Febbraio, quando sono arrivata per il colloquio di lavoro, con l'intento di trovare un alloggio, e di essere stata contattata. 
Ed e così piacevolmente pittoresco sentire gli abitanti tra loro che spesso si dicono: "Ah, sì, l'ho letto sull'Ully News..."

venerdì 7 settembre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE BOOKSHOP









Oggi racconto di un giorno fuori dalla libreria e di una scoperta incantevole. Nel mio giorno libero salgo in macchina con una ragazza di Ullapool che va verso Inverness e mi faccio scaricare in un paesino a metà strada, vicino ad un bosco. Mi hanno detto che ci sono delle belle cascate da vedere e vorrei provare a raggiungerle a piedi, chiedendo informazioni sulla via e perdendomi anche un po'. 
Mi addentro nel bosco: mai avrei pensato di trovarmi davanti ad una casa che ricordasse quella de "Il giardino segreto". Non c'è nessuno intorno, solo un prato immenso e curatissimo. Vorrei proseguire ma ho fame e la tenuta m'intriga all'ennesima potenza. Busso ad una porta rossa e mi apre un ragazzo in perfetta divisa da cameriere/maggiordomo e mi fa entrare in uno degli ambienti più belli che abbia mai visto. Scopro che è un hotel ma preparano anche pranzi veloci. Scelgo la stanza più vittoriana che esista, mi siedo su una poltrona di velluto, di fianco ad un tavolino dove mi verranno serviti caffè e shortbread, intorno scaffali di libri e quadri meravigliosi, davanti grandi vetrate che danno sul giardino. Io, nei miei vestiti scoordinati da trekking, vengo trattata come una regina. E penso che non voglio più andare via. Poi penso di essere in un romanzo di Agatha Christie e che non andrò più via davvero. Sono l'unica, peraltro. 
La cosa più magica, perché di magia si può parlare, è il sentiero delle fate che la proprietaria m'invita a percorrere proprio accanto all'albergo. Non so se sia colpa del sole che filtra in tutto quel verde, del fatto di trovarsi in un bosco scozzese o della minuzia con cui ogni cosa è stata costruita tra labirinti di piante e felci ma rimango esterefatta. Quello che visito per mezz'ora è un vero e proprio villaggio delle fate in cui tutto sembra estremamente reale.
M'indicano la via per le Rogie Falls (non le fate, i proprietari) e le raggiungo in circa due ore. Verso sera, sulla strada, mi recupera Alice, la ragazza che torna da Inverness.
Esperienza che consiglio a tutti: di perdersi in un bosco, da grandi; se possibile nelle Highlands ma va bene anche più vicino a casa.

giovedì 30 agosto 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE VILLAGERS




MAIREARAD

La protagonista di oggi rappresenta in pieno quella che è la figura di un artista nelle Highlands: polistrumentista, a volte cantante, pittrice. Tutte e tre le cose le riescono divinamente.
Nasce trentaquattro anni fa ad Achiltibuie, un paesino tra il mare e le montagne ad un'oretta da Ullapool, ha un nome gaelico, gli occhi dolci e velati di quella malinconia che caratterizza i veri scozzesi, in un viso che ispira simpatia. 
La incontro la prima volta a ballare il Ceilidh, una danza tipica. La rivedo ad una sessione di canoa al tramonto, in cui remiamo fino ad avvistare le foche. Poi la sento suonare al "The Arch", il pub in cui la domenica sera, chi ha voglia di suonare, si presenta con il suo strumento per una jam session. Rimango incantata dalla sua bravura. Recentemente ha tenuto la sua prima mostra di pittura al Ceilidh Place, di fianco alla libreria. Disegna introspettivi paesaggi delle Highlands.

Mairearad ama i gialli e,da degna abitante del luogo, tutti i romanzi di Peter May, specialmente quelli legati ad un tema artistico. Apprezza romanzi di Nick Hornby. Un posto speciale avrà sempre "The Book Thief/La ladra di libri" di Markus Zusak. Al momento sta leggendo "Eleanor Oliphant is Completely Fine" e mi  ringrazia per il consiglio. Grazie a te, Mairearad, che sei una scoperta continua.

sabato 25 agosto 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE BOOKSHOP

Ullapool Harbour

Due signore tedesche entrano in libreria. Quando dico che ho scritto la mia ultima tesi di laurea su Christa Wolf, una delle due esclama: "È la mia scrittrice preferita!". Da lì si apre un dialogo sulla Germania Est e Ovest, mi nominano autrici femministe minori fino ad oggi rimaste nell'ombra ma con la stessa potenza espressiva di un Gunter Grass. E discutono, anche forte, tra di loro; perché è cosi che bisogna fare: discutere. Mi viene detto: "Di solito non lo faccio, ma in questo caso va bene se ci lasciamo i contatti?". Certo che va bene. Quando sono uscite mi ricordo di aver pensato che lavorare in libreria mi fa vedere che c'è più gente che si ama che gente che si odia, ed è bellissimo.

Da qualche giorno mi ronza in testa l'idea di andare a visitare una libreria in un villaggio ad un'oretta da Ullapool ma l'autobus non ci arriva. Una domenica sera, quasi in orario chiusura si presenta lei, Helen, che compra tre libri di musica e mi dice: "Fa ridere. Lavoro anch'io in una libreria e continuo a venire qui a comprare questi". Lavora alla Achin Bookshop, che è proprio la libreria che voglio visitare e che è in vendita. Mi racconta la storia della sua famiglia che la gestisce da sempre e si raccomanda di mandarle un messaggio quando voglio andare lassù perché mi verrà a prendere all'ultimo paese raggiunto dai mezzi. In Scozia, lo ripeto, funziona così: è normale offrirsi di.

Conosco Antonia, sui quarant'anni, che ha lasciato il suo lavoro per scrivere un libro, desiderio che aveva da sempre. Mi chiede consiglio su un autore locale e prende il primo libro che le indico, dopo aver dato un'occhiata alla trama: A Walrus Mutterer di Mandy Haggith.

Me ne rendo conto, tendo a scrivere prevalentemente di donne ma è incredibile vedere quante personalità interessanti varcano questo ingresso, e le storie avvincenti che raccontano - di lotta, rinascita e coraggio. Quindi sì, le vere protagoniste continueranno ad essere loro.

venerdì 17 agosto 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE VILLAGERS







KASIA

Leale. Decisa. Determinata. Si vede già tutto dagli occhi. A ventinove anni (compiuti oggi) è già manager del reparto ristorazione del Ceilidh Place, la struttura a gestione familiare di cui fa parte anche la mia libreria. Un giorno spera di riuscire ad aprire un'attività sua, forse a Glasgow, ed è per questo che sta facendo un master in management. Contemporaneamente, è iscritta alla facoltà di psicologia in Polonia, suo paese di origine, nel quale rientra per dare gli esami. L'altro grande sogno è quello di aprire un centro di riabilitazione per bambini in cui si possano sfruttare gli effetti benefici della psicoterapia attraverso la cura di animali, quali ad esempio i cavalli. Sempre un pensiero per gli altri prima che per se stessa, Kasia (o Katy come la chiamiamo ad Ullapool) viene sempre a salutarmi in libreria per saper come sto. E io non rifiuto mai un invito a casa sua per una cena polacca, perché sì, è anche una cuoca coi fiocchi.

Tra i suoi libri preferiti non poteva che esserci un testo di psicologia sulla gestione delle personalità difficili: "Difficult Personalities: A Practical Guide to Managing the Hurtful Behavior of Others (Ana Maybe Your Own", ad opera delle dottoresse Helen McGrath e Hazel Edwards.

Ancora auguri di buon compleanno ad una delle persone più belle che ho incontrato qui, e con cui stasera, in vero stile scozzese, ho condiviso un'avvincente partita (persa) di pool al pub del villaggio. 

giovedì 9 agosto 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE BOOKSHOP




Questo post lo dedico ad un incontro con una donna speciale: Marÿke Gossens. Viene dal Belgio. Entra per cercare libri sulle "Scottish Folk Tales" o qualsiasi cosa che abbia a che fare con miti, leggende celtiche e tradizioni scozzesi. Finisce per comprare cinque testi. Di mestiere fa la raccontastorie (il corrispettivo di "storyteller", ma è talmente bella la parola italiana...). Sta girando la Scozia per trarre ispirazione ma è rimasta un po' delusa nel non aver trovato molti posti in cui le persone s'incontrano per tramandarsi racconti. Le consiglio di provare ad andare sulle Ebridi esterne, le isole di fronte ad Ullapool, dove esistono piccole comunità raccolte che funzionano ancora come un tempo.

Maryke racconta soprattutto storie di donne, forti e coraggiose, in un progetto che ha chiamato "Wise Women Stories": le racconta nelle scuole, nei musei, nei parchi. Rimango stupita quando mi dice che indossa sempre un vestito a quadretti bianchi e rossi, la cui gonna è talmente enorme da diventare una tovaglia gigante da pic-nic, su cui adulti e bambini si siedono per ascoltare le sue meravigliose narrazioni. Che bella rappresentazione di un legame.
Oggi la incontro per strada e mi dice che era passata in libreria per consigliarmi un libro, perché nel leggerlo le ero venuta in mente: "If Women Rose Rooted", sulle infinite connessioni tra donne e Natura, scritto da Sharon Blackie, che attualmente vive sull'isola di Lewis. Quando arrivo in libreria, scopro che mia ha lasciato anche un biglietto.

Ciao Marÿke, "storyteller of 1001 tales". Riporto qui l'indirizzo del tuo interessante sito: http://www.1001tales.be/  
Se ti capita di leggere, ti auguro buon viaggio e sempre una storia in più da raccontare, che possa ispirare chiunque ti ascolti. 

giovedì 2 agosto 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE VILLAGERS







ANDREA

Andrea viene dalla Svizzera, Sam è scozzese di Ullapool. Si conoscono in Australia e si lasciano i rispettivi contatti. Si rivedono per la prima volta in Scozia dopo nove anni e non si lasciano più. Nel giro di poco hanno un bambino (Cassian), si costruiscono una casa nei boschi delle Highlands (perché Sam fa il boscaiolo) con vista sull'oceano-lago e lì, tra le meraviglie degli alberi, hanno creato anche dei giochi per bambini; così quando vai a trovarli non puoi che immergerti nella natura. Io appena posso attraverso Ullapool dall'alto e li raggiungo, per un caffè o per stare nel bosco.
Andrea fa l'ostetrica. Oggi ho scoperto che ha anche la passione per il cucito. La conosco ad un corso di danza in uno dei miei primi giorni qui. Sorriso irresistibile. Insieme rispolveriamo l'italiano che dice di non ricordarsi ma parla bene quanto il tedesco. Una settimana fa l'avevo invitata per un piatto di pasta ma me n'ero dimenticata quindi ha portato tutto lei: pesto fatto in casa, parmigiano reggiano, cioccolata svizzera. Pratica, di compagnia, amante del vivere in libertà e della sua famiglia. Io l'ho trovata anche molto attenta agli altri, e questa cosa me la fa piacere sempre di più. Quando meno me l'aspetto spunta in libreria per un saluto e mi rallegra la giornata.

Il primo dei due libri che sceglie è un testo che ha cambiato completamente il suo punto di vista sulle cose. Di Jean Liedloff, sulla riappropriazione dei legami naturali tra genitori e bambino,in seguito ad un'esperienza dell'autrice in una tribù di Indios. 
Il secondo, che lei definisce "la quintessenza di tutto", è il libro che l'ha portata a diventare un'ostetrica. Ha avuto occasione di ascoltare l'autore, il chirurgo Michael Odent, parlare ad una conferenza l'anno scorso e lo ha trovato illuminante.

Grazie Andrea, per avermi fatto ritrovare un po' di Europa in queste lande scozzesi, e per avermi mostrato la bellezza di far crescere un bimbo in totale sintonia con la natura.  

giovedì 26 luglio 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE BOOKSHOP

Vicky and Tony's garden


Si chiamano Vicky e Tony Schilling. Si conoscono trent'anni fa ai Royal Botanic Gardens di Londra (Kew Gardens): lei accompagnava la sua classe di studenti, lui era uno dei curatori del luogo. Lui ha addirittura un tipo di rododendro che porta il suo nome. Quando cominciano a  lavorare insieme sono talmente bravi da diventare i botanici anche del giardino di Linda e Paul McCartney, che definiscono persone squisite. Quest'ultimo scriverà l'introduzione al libro di ricette tradizionali che Vicky ha raccolto nel corso della sua vita. Il titolo del libro è talmente lungo che non se lo ricorda neanche lei. Sempre insieme, Vicky e Tony si trasferiscono ad Ullapool per godersi la pensione. La loro casa, situata in una bellissima zona residenziale nella parte alta, è contornata da un giardino selvatico e colorato che si affaccia sull'oceano, e fa bene al cuore. Raggiungerli per l'ora del the nel loro cottage di poltrone, lucine e ampie finestre è stato come entrare in un disegno. Vicky è un'assidua frequentatrice e sostenitrice della libreria, ed è stato un piacere immenso ricevere il suo invito.
Devo dire che da quando sono rientrata in paese dieci giorni fa, ho sempre cenato a casa di o con qualche abitante: questa è la mia idea di comunità.
Altro bellissimo incontro è stato quello con Ziggy, avvenuto a seguito di un evento letterario in libreria. Ziggy era un ingegnere, sposato. Fotografo esperto, anche. Sette anni fa segue il suo sentire e si trasforma in donna. I due anni che gli rimangono alla pensione decide di trascorrerli in giro nel suo van, per il mondo. Ed è così che capita in libreria. E mi trasmette, per averli vissuti, i dettagli di una battaglia contro i pregiudizi, che devi combattere quando fai qualcosa di "sconvolgente" in un paesino (inglese) e ti ritrovi solo. Due dei tre libri che compra hanno a che fare con la politica scozzese e sono titoli interessanti: McSmorgasbord e Poverty Safari- sulle condizioni di povertà nel Regno Unito. Oggi mi scrive dal Norfolk che il primo libro gli è piaciuto.
A me piace sempre di più stare tra questi gioielli di carta, invece, ed esplorare le infinite connessioni umane che creano.  




  

giovedì 19 luglio 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE VILLAGERS


MELANIE

Dopo le vacanze riapro la rubrica del giovedì sugli abitanti del mio paesino scozzese con lei, Melanie, conosciuta anche come Miss Motivator, che organizza corsi di danza e fitness per le inarrestabili "ragazze" di Ullapool. Penso di non averla mai vista ferma per più di dieci secondi.
Attivissima su Facebook nell'organizzazione delle lezioni e nel richiamo delle sue adepte, Melanie si presenta con due libri:
1. Confessions of a Shopaholic di Sophie Kinsella (autrice che lessi, scettica, in Erasmus con la febbre a 40 sotto consiglio della mia amica indiana. Ricordo di aver riso un sacco e che la febbre mi passò, quindi la consiglio.)A Melanie piace perché lo considera "funny" e "light-hearted", e confessa di essere "a bit of a shopaholic".
2.  The Secret di Ronda Byrne, testo che indaga la filosofia dell'autostima e la "legge di attrazione" nella vita.

Ad Ottobre Melanie salirà su una nave da crociera (che non sa dove la porterà) per lavorare come personal trainer; lei spera in un posto caldo,e io glielo auguro, perché l'inverno nelle Highlands è affascinante quanto difficile da affrontare. Speriamo però che torni presto perché le signore del corso di ballo sono già preoccupate... 



giovedì 21 giugno 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE BOOKSHOP

A corner of The Ceilidh Place Bookshop

È 
bello come si guardano certe persone che sono insieme da una vita. Ne incontro due con una bellissima coppia di nomi: Judith e Duncan; mi ricordano un'opera di Shakespeare o comunque un background inglese. Vengono qui tutti gli anni e lei la definisce una libreria unica. Prende tre libri e fa notare a suo marito che ne poteva prendere quattro ma è stata brava e ne ha lasciato giù uno. Lui sorride, tranquillissimo. Ci mette circa quarantacinque minuti a scegliere un libro ma quando arriva alla cassa Judith gli ricorda che a casa ce lo hanno già (sottovoce mi dice che glielo aveva regalato lei per il compleanno passato ma lui si è dimenticato).

Nella settimana che celebra le librerie indipendenti è stato piacevole incontrare anche Ishbel Holmes, una ragazza per metà iraniana e per metà scozzese che dal 2014 gira il mondo in bicicletta assieme al suo cane (www.facebook.com/Worldbikegirl/, se vi interessa seguirla). Sta scrivendo un libro sul suo viaggio che verrà pubblicato a breve. Nei posti che le piacciono si ferma tre giorni. Ad Ullapool è rimasta quattro.  

giovedì 14 giugno 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE VILLAGERS


Debbie 

Un mese fa è arrivata lei, a lavorare in libreria, con la sua simpatia e quel modo di riuscire a socializzare anche con i clienti più ostici: Debbie, che qualcosa da dire lo trova sempre. Di cognome fa MacKenzie, ha lavorato al Museo di Ullapool, crea partecipazioni matrimoniali che vende benissimo nel suo negozio su Etsy. Ma soprattutto, di una spontaneità estrema, tanto che a volte faccio fatica a trattenere l'ilarità che mi provocano le sue parole e il modo in cui le dice. Appena tornata da una crociera a Miami che mi ha descritto per filo e per segno, la mitica Debbie è stata tra le promotrici di Eleanor Oliphant is Completely Fine che si è letta, appunto, in vacanza - suggerimento azzeccatissimo.

Il suo libro preferito è Captain Corelli's Mandolin del britannico Louis de Bernières. Quando le chiedo perché mi risponde: "because, in the middle of everything's going wrong, you still find love". A me piacciono le risposte semplici, che spesso rispecchiano le persone che le pronunciano. Lei è una romanticona, così che la storia d'amore su un'isola greca durante uno degli stermini della seconda guerra mondiale non poteva che farla sognare. 


giovedì 7 giugno 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE BOOKSHOP


Musicisti all'inaugurazione dell'isola Tanera Mòr, Summer Isles





I fine settimana di Ullapool sono scanditi, in questo periodo, dalle inaugurazioni delle diverse Summer Isles (isolette dell’arcipelago), eventi che raccolgono la comunità e ai quali non manco di presenziare. Quattro, invece, gli incontri che hanno segnato la vita della libreria:
-          Laura. Viene da Lancaster e per più di vent’anni è stata libraia. Adesso lavora nella biblioteca dell’Università. Il suo autore preferito è Stefan Zweig, che utilizza anche come criterio per misurare la qualità di una libreria; lei entra e va direttamente a cercare nella Z. Qui lo ha trovato e non ci poteva credere. Da quel momento, nel corso degli anni, è sempre tornata. Dice che è l’unico posto con testi che non hanno neanche nella biblioteca dell’Università. Siamo rimaste in contatto.
-          Una signora anziana che entra e mi dice: “So solo che è un libro uscito questa settimana con la copertina rigida (hardback), me l’ha consigliato un’amica. Il nome dell’autore è qualcosa con ‘Olly’. Mi lancio e chiedo: “Non è per caso ‘Eleanor Oliphant is Completely Fine”, dell’autrice scozzese Gail Honeyman?” E le mostro il libro. Contentissima, annuisce. Più contenta io, per la gioia di aver soddisfatto una richiesta e messo in pratica le conoscenze acquisite in questi mesi. Decido di cominciare il libro, e lo consiglio a tutti. Lettura “leggera”, divertente e sarcastica: la vita quotidiana di una trentenne british con un passato che le ha plasmato la mentalità. Bestseller nel Regno Unito in questi mesi.
-           Un signore, che compra tre libri di poesia. Quando entra la moglie per informarlo che ha trovato un posticino in cui pranzare lui confessa: “Ho comprato dei libri”, nel goffo tentativo di nasconderli sotto la giacca. Lei ride e mentre esce dice “Oh Gosh! Again”. Penso ad un simpatico scambio di ruoli.
-          Una simpatica donna che mi consiglia “Passage to Juneaux” di Jonathan Raban, raccomandatole da un passeggero su una nave verso il Canada. Lei molto dubbiosa, si è ricreduta. Me lo illustra perfettamente e le chiedo: “Are you a teacher?”No, I just like being bossy”. Il marito annuisce col sorriso.

Last but not least, l’arrivo della mia nuova collega: Debbie. Mi riservo di presentarla la prossima settimana nella rubrica del giovedì ma vi prego di non perderla perché è un personaggio da conoscere assolutamente. E non potrà che piacervi.