#thesleepyhamlet

venerdì 28 settembre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE VILLAGERS



ALLAN

Lo riconosco dalla giacca a vento gialla fluorescente quando entra in libreria, mi saluta quotidianamente con un "buongiorno" in italiano e se ne va. Inizialmente pensavo fosse il postino. Invece è un ingegnere, Allan, che per diverso tempo ha insegnato all'università. Parla un inglese perfetto, caratterizzato da quello humour vittoriano che solo i veri personaggi British possiedono. Autore di un libro sul mistero di un incidente aereo avvenuto nelle Highlands, è stato recentemente contattato da una rete televisiva americana per una serie legata ai casi irrisolti. Il libro è stato presentato per la prima volta qualche mese fa nella nostra libreria.

Quando gli chiedo se è disponibile per un post sul blog prende la cosa molto seriamente. Mi porta una copia del suo testo preferito di tutti i tempi "The Wind in the Willows" e successivamente mi consegnerà una lettera con scritte le motivazioni della sua scelta. Il testo è di Kenneth Grahame e la prima versione risale al 1908. Testo classico per il Regno Unito, apparentemente sembra un racconto per bambini; Allan trova che sia un testo ricco di azione e di significati, oltre che dotato di una struttura comparabile al "Via col vento" o al "Dottor Zivago". Due capitoli in particolare, omessi in alcune edizioni, toccano il misticismo; molto evocativo anche il titolo di entrambi: "Piper at the Gates of Dawn" "Wayfarers All". Nel testo Allan ritrova le tracce di quell'Inghilterra vittoriana che ha caratterizzato la sua infanzia:
"...traces of Edwardian/Victorian England survived to my post-war childhood - gipsy caravans, horse-drawn, narrow boats, hand.-cracked automobiles and working windmills." 
Conclude la lettera citando l'autore, che definisce "The Wind in the Willows" un libro per tutti coloro che mantengono vivo lo spirito della giovinezza:
"...keep the spirit of youth alive in them: of life, sunshine, running water, woodlands, dusty roads, winter fire-sides."
Allan preferisce definirla "magia" della giovinezza, più che "spirito", una magia che ha paura stia scomparendo nelle generazioni che si affidano sempre più ad una realtà virtuale.

Io ti ringrazio, Allan, per la gentilezza e l'ironia che dimostri ogni giorno; per l'impegno dedicato alla scelta del testo. Più di tutto per la scatola di Ferrero Rocher che mi hai regalato per il compleanno, sorpresa infinitamente gradita. 

giovedì 20 settembre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE BOOKSHOP

Lounge Room at The Ceilidh Place

L'arrivo di due simpaticissime italiane nella libreria ha portato un po' di aria di casa ad Ullapool. Vagabondano da sempre in giro per la Scozia, Rossella e Maria Cristina, che stanno pensando di trasferirsi in maniera permanente in quella che è la loro terra del cuore. Non potevamo che andare d'accordo. 

Maria Cristina mi racconta di quando, insieme ad un amica, aveva aperto una libreria a Cavezzo, paesino della bassa modenese. Le avevano dato il nome di "Papavero Giallo", fiore in grado di crescere ovunque, anche negli ambienti più ostili; come mi spiega Cristina, cresce anche tra le più impervie rocce dell'Afghanistan, e resiste. A me viene in mente un libro di Khaled Hosseini, e mi fa pensare alla speranza. Mi racconta delle tante attività che facevano per i bambini, delle semplici e meravigliose idee che mettevano in atto, della presentazione di libri di autori locali come quello del mio ex collega e caro amico Cristiano Panzetti, "Come belle statuine".
Lo stesso giorno entra una signora svizzera, che cerca un libro in gaelico. Mi dice che dopo la pensione ha deciso di dedicarsi a dei progetti, e imparare questa lingua ricca di legami col territorio è uno di quelli. Mi racconta anche che aveva gestito una libreria, nella stazione di Friburgo, in cui aveva creato una sezione franco-tedesca e nella quale si facevano letture bilingue. Ha ricordi bellissimi legati a quel posto che aveva chiamato "Thàlia", come una delle tre Grazie figlie di Zeus, protettrice della poesia leggera e della commedia. A me colpisce il fatto che fosse bilingue e posta in un non-luogo.

Post dedicato ancora una volta alle donne, che con i loro progetti concreti hanno la capacità di farmi sognare; donne che, "comunque sia andata", ci hanno provato; donne che dei papaveri gialli hanno la determinazione e delle Muse il sorriso.


venerdì 14 settembre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE VILLAGERS


The Ullapool News

SETH

Nato e cresciuto ad Ullapool, fa parte di quella rete di persone semplici che caratterizzano un vero villaggio. Vive nel mare e per il mare; a qualche ora del giorno lo trovi sempre nei pressi del porto. Aiuta ad issare le vele, ama pescare (soprattutto i granchi), conosce pescherecci e marinai, fa parte del Rowing Club e insegna snorkeling. Quello che ha imparato lo ha imparato da solo, nei suoi luoghi, dai quali probabilmente non si separerà mai.

Con Seth è venuto il momento di celebrare una vera e propria istituzione per gli abitanti: The Ullapool News, il settimanale locale. Esce ogni venerdì, per l'esattezza, costa 50 pence ed è comprato da tutta la comunità. Si trova in vendita all'ufficio postale (che è anche bottega), al supermercato, in biblioteca. Dentro c'è tutto quello che "succede in città" e nei villaggi limitrofi, da sporadici eventi a gallerie d'arte, da annunci di chi cerca casa a vendite di qualsiasi tipo, da lamentele da parte degli abitanti a lettere di ringraziamento. Sono orgogliosa di aver fatto anche io il mio annuncio lì sopra a Febbraio, quando sono arrivata per il colloquio di lavoro, con l'intento di trovare un alloggio, e di essere stata contattata. 
Ed e così piacevolmente pittoresco sentire gli abitanti tra loro che spesso si dicono: "Ah, sì, l'ho letto sull'Ully News..."

venerdì 7 settembre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE BOOKSHOP









Oggi racconto di un giorno fuori dalla libreria e di una scoperta incantevole. Nel mio giorno libero salgo in macchina con una ragazza di Ullapool che va verso Inverness e mi faccio scaricare in un paesino a metà strada, vicino ad un bosco. Mi hanno detto che ci sono delle belle cascate da vedere e vorrei provare a raggiungerle a piedi, chiedendo informazioni sulla via e perdendomi anche un po'. 
Mi addentro nel bosco: mai avrei pensato di trovarmi davanti ad una casa che ricordasse quella de "Il giardino segreto". Non c'è nessuno intorno, solo un prato immenso e curatissimo. Vorrei proseguire ma ho fame e la tenuta m'intriga all'ennesima potenza. Busso ad una porta rossa e mi apre un ragazzo in perfetta divisa da cameriere/maggiordomo e mi fa entrare in uno degli ambienti più belli che abbia mai visto. Scopro che è un hotel ma preparano anche pranzi veloci. Scelgo la stanza più vittoriana che esista, mi siedo su una poltrona di velluto, di fianco ad un tavolino dove mi verranno serviti caffè e shortbread, intorno scaffali di libri e quadri meravigliosi, davanti grandi vetrate che danno sul giardino. Io, nei miei vestiti scoordinati da trekking, vengo trattata come una regina. E penso che non voglio più andare via. Poi penso di essere in un romanzo di Agatha Christie e che non andrò più via davvero. Sono l'unica, peraltro. 
La cosa più magica, perché di magia si può parlare, è il sentiero delle fate che la proprietaria m'invita a percorrere proprio accanto all'albergo. Non so se sia colpa del sole che filtra in tutto quel verde, del fatto di trovarsi in un bosco scozzese o della minuzia con cui ogni cosa è stata costruita tra labirinti di piante e felci ma rimango esterefatta. Quello che visito per mezz'ora è un vero e proprio villaggio delle fate in cui tutto sembra estremamente reale.
M'indicano la via per le Rogie Falls (non le fate, i proprietari) e le raggiungo in circa due ore. Verso sera, sulla strada, mi recupera Alice, la ragazza che torna da Inverness.
Esperienza che consiglio a tutti: di perdersi in un bosco, da grandi; se possibile nelle Highlands ma va bene anche più vicino a casa.