#thesleepyhamlet

sabato 27 gennaio 2018

YOUR BOOKCASE: JESSICA

"Welcome, Anne. I thought you'd come today. You belong to the afternoon so it brought you. Things that belong together are sure to come together. What a lot of trouble that would save some people if they only knew it."

- L.M. Montgomery, Anne of Avonlea (1908)


COLOURFUL

And now? How do I introduce her? Our today's reader is an American lady who owns a Scottish soul. So, some years ago, she came to the Continent to have it back. Then, in that beautiful country, she settled down. I got to know her properly this summer in Wigtown, Scotland's National Booktown, where me and my friend Chiara went to try an experience as "booksellers". I think this picture perfectly represents my first impression of her: shiny, creative, ethusiastic. She is a film-maker living now in Edinburgh, yet her ties to "the sleepy hamlet" and its people are still strong; indeed, she's an organizer of Wigtown Book Festival and other minor events taking place there. The bookcase on the back kind of mirrors her versatile personality, too, I guess. It looks full of different books on different subjects that perfectly fit together. And you feel tempted to go through them all.

Jessica's choices and comments: 

1) ANNE OF AVONLEA
L.M. Montgomery (1908)

It's hard to pick the L.M. Montgomery book that I couldn't live without (there are so many...) but if I pressed, this would be the one. Anne is my favourite hero of all time. In this book there are wonderful characters, like Miss Lavendar and L.M. Montgomery's nature writing is at its height. This book is so dear to my heart, the lessons in it and the celebration of life have shaped my life entirely.

2) THE CLASSIC FAIRY TALES
Maria Tatar (1999)

Another book that I read over and over again. Not only I am slightly obsessed with Maria Tatar (she's beautiful inside and out) but this book in particular, mixes psychology, anthropology and fantastic storytelling... all leading to something that I would equate as my intellectual comfort blanket. I love having this book on my shelf. I need to know it's there.

3) LETTERS TO A YOUNG POET
Rainer maria Rilke (1929)

Closest thing I have to a religious text.


Thank you, Jessica: for creating this bridge across countries and being our first "foreign" guest; for naming a German poet I felt so close to; for, above all, celebrating the incomparable carachter of Anne Shirley. I could never think of my childhood without her; my life either.


COLORATA

E adesso? Come ve la presento? La lettrice di oggi è una ragazza americana che ha scoperto di possedere un'anima scozzese. Quindi, diversi anni fa, è approdata nel Continente per venire a riprendersela. Poi, in quella terra meravigliosa, ci si è trasferita. L'ho conosciuta l'estate scorsa a Wigtown, il paese scozzese dei libri, dove io e Chiara siamo andate a fare un'esperienza come "libraie". Penso che questa foto renda perfettamente l'idea della prima impressione che ho avuto di lei: solare, creativa, entusiasta. Adesso lavora come regista a Edimburgo ma il legame con "il borgo dormiente" e i suoi abitanti rimane forte. Infatti è tutt'ora una delle organizzatrici del Wigtown Book Festival e di altri eventi nel paese. Anche la libreria credo rispecchi la sua personalità poliedrica. Contiene libri di diverso tipo e diverso genere ma che sembrano stare benissimo insieme. Si è tentati di prenderli e sfogliarli tutti.

Le scelte di Jessica e i suoi commenti: 

1) ANNA DAI CAPELLI ROSSI: L'ETA' MERAVIGLIOSA
L.M. Montgomery (1908)

E' difficile decidere con quale dei libri di L.M. Montgomery non potrei vivere senza(ce ne sono così tanti...) ma se devo farlo, sarebbe questo. Anna è la mia eroina preferita di sempre. In questo libro ci sono dei personaggi meravigliosi, come Miss Lavendar. Qui, inoltre, la forza espressiva di L.M. Montgomery si esprime al massimo. Questo libro mi è estremamente caro; le lezioni e la celebrazione della vita in esso contenute danno forma alla mia esistenza.

2) THE CLASSIC FAIRY TALES
Maria Tatar (1999)

Un altro libro che non mi stanco mai di leggere. Sono leggermente ossessionata da Maria Tatar (è bella dentro e fuori). Questo libro, in particolare, mescola psicologia, antropologia e una favolosa capacità narrativa... tutte questi aspetti portano a qualcosa che io identifico con il mio rifugio intellettuale. Mi piace avere questo libro sullo scaffale. Ho bisogno di sapere che è lì.

3) LETTERE A UN GIOVANE POETA
Rainer Maria Rilke (1929)

E' la cosa più vicina ad un testo religioso che possiedo.


Ti ringrazio, Jessica: per aver creato questo ponte tra diversi Paesi ed essere stata la nostra prima ospite "straniera"; per aver nominato un poeta tedesco che in passato ho sentito vicino; ma soprattutto grazie di aver reso omaggio all'insuperabile personaggio di Anna Shirley. Io non potrei mai immaginare la mia infanzia senza di lei. E nemmeno la mia vita.








giovedì 25 gennaio 2018

SCOZIA: UN'ESTATE DA LIBRAIE - GIORNO 12

"It's always tea-time."

- Lewis Carrol, Alice's Adventures in Wonderland (1865)


Pottery


View from the house
Mr. Bythell
Afternoon tea


"Do you want to try the Jacuzzi?"


The old Bentley
Rosemary's toy


Mr Bythell's invention 






ROSEMARY'S TEA

E' successo davvero. Stavolta, dentro un libro, ci siamo cadute. Lo aveva detto, Rosemary, che sarebbe passata a prenderci alle quattro  e così è stato: cosa importa se la libreria è piena di gente?! Quello che ci aspetta è un afternoon tea nella migliore tradizione britannica. Complice il sole, la campagna scozzese e la casa dei coniugi Bythell, trascorriamo un pomeriggio degno delle avventure di Alice. 
Apparecchiata a dovere, su una veranda in legno che guarda il fiume, ecco la tavola più bella del secolo: merenda di biscotti, crêpes e carrot cake che al rintocco delle cinque ci viene servita assieme ad una buonissima tazza di the.   
Su un lato spunta anche un'improbabile Jacuzzi che Rosemary scoperchia, chiedendoci se la vogliamo provare. All'aperto, a settembre, in Scozia. Di fronte all'entusiasmo della moglie, le espressioni impassibili del signor David Bythell sono insuperabili. Lui inglese, Rosemary irlandese, la Scozia li ha uniti. Oltre che di Shaun il libraio, sono i genitori di altre due figlie. Rosemary non esita a mostrarci le foto e gli articoli delle riviste sul matrimonio di una di loro, sposata ad un discendente della casa reale inglese. E racconta, come solo lei sa fare, gli aneddoti. Dopo le foto, comincia a mostrarci i regali che a Natale le fa il marito: siamo sbalordite. Sono tutti piccoli marchingegni inventati da lui, assolutamente inutili ma bellissimi; tipo: l'omino di legno che fa arrivare la zolletta di zucchero nella tazza. Genio. Comincio a pensare che arriverà davvero lo Stregatto. La faccia di David Bythell in questo momento, che non ne può più di sentir parlare delle sue invenzioni, è qualcosa da vedere almeno una volta nella vita. E alla settima volta in cui la moglie gli dirà "Vorresti portare le ragazze a fare un giro sulla vecchia Bentley?", la sua risposta mi stenderà per sempre: "If they are really burning with the desire to..." detto nella sua compostezza inglese, che è anche quella con cui si alza. David, la seguiamo. 

Io vorrei che il tempo si fermasse qui, nella campagna di Wigtown.   

sabato 20 gennaio 2018

LA TUA LIBRERIA: SARA

"La verità ti renderà libero. Ma solo quando avrà finito con te."

- David Foster Wallace, Infinite Jest (1996)



RAPSODIA MILANESE

Questa foto mi arriva una sera, seguita solo da un elenco di sei libri. E io le lascio esattamente così, l'immagine e la lista; perché mi parlano di lei, di come le cose le ha sempre fatte a modo suo: interpretandole. E' una ballerina, è una leonessa, è mancina. Soprattutto, ci siamo trovate nella stessa classe al liceo, teatro di quelle affinità elettive che, se germogliano, distruggeranno per sempre qualsiasi concezione umana di distanza temporale e spaziale. Ci sono legami che appartengono, come i libri, all'eternità.  
Sara ci tiene a sottolineare che più che per originalità la scelta del collage è stata fatta perché:  "c'ho una casa di 40 metri quadri, e i libri li devo impilare a c***". Mi stende sempre quando uccide la poesia con la realtà.

Originale si rivela anche nel modo in cui sceglie le opere, perché lei, ignorando la richiesta del blog, decide di darmi tre titoli per categoria: tre romanzi e tre graphic novel. "Che vuoi di più?", mi scrive. In effetti. Non volevo poi rischiare di smorzare lo slancio. In un ultimo messaggio mi dice: "Poi ti do gli spiegoni, forse". Che me li mandasse, non ci ho mai sperato.
E invece, la sera prima di questa rubrica, arrivano anche loro:

1. INFINITE JEST
David Foster Wallace (1996)

Perché costruisce un mondo dove ti puoi perdere e ritrovare. Tratta tutto, famiglia ambizione dipendenza innamoramento mistero distopia lotta disabilità, con il tratto di Wallace, genio e pace all'anima sua. Intimo ma totale, con un senso dell'umorismo che non si svela mai, che si fa cercare nel nero, con piccole perle di tenerezza che lui sa mettere qua e la. Così forte e fragile.

2. NOVE RACCONTI
J.D. Salinger (1953)

È il meno conosciuto dei suoi, povero, ne ha scritti solo quattro in tutto. Mantiene la freschezza de "Il giovane Holden", intesa come sguardo giovane sulle cose, ma a piccole dosi; sono racconti. Ingenuità profonda e tratteggi di malinconia. Sguardo curioso, sempre, fra dentro e fuori.

3. LA VITA COME UN ROMANZO RUSSO
Emmanuel Carrère

Non me lo ricordo nemmeno bene, sempre meglio iniziare da "Limonov" di Carrère, opera d'arte. Ma mi ricordo che ha fatto una cosa preziosa. Mettere insieme sguardo privato, propri dolori, malinconie, forze e sorprese, con uno sguardo universale, sull'umano, che tutti ci accomuna, pure se non l'abbiamo vissuto in prima persona. Che alla fine è un po' quello a cui deve ambire la narrazione, per mio gusto.

"Sulle graphic novel non mi va di spiegare, ma d'altronde stiamo aprendo una rubrica nuova, puoi pure mantenerle nel mistero e lanciare solo i titoli":


1. L' arabo del futuro 
Riad Sattouf (2015)

2. Le ragazze dello studio Munari 
Alessandro Baronciani (2010)

3. Poco raccomandabile 
Chloé Cruchaudet (2014) 

I libri di oggi ricordano il genio insieme crudo e delicato di due autori americani (occhio di riguardo per Salinger) e il carattere intimo di una narrazione francese. Io, Sara, la ringrazio per le nuove prospettive sulle cose che ogni volta mi regala. Che stiamo aprendo una nuova rubrica lo ha deciso lei. Siamo tutti d'accordo?

giovedì 18 gennaio 2018

SCOZIA: UN'ESTATE DA LIBRAIE - GIORNO 11

"Certo, la cultura è studio, applicazione, informazione: ma è, prima ancora, disposizione naturale, gentilezza dell'animo."

- Mario Soldati, America primo amore (1935)









RIGG BAY

Oggi è l'ultimo giovedì del mese e, come preannunciato la volta scorsa, al pub ci sarà la tanto attesa Spoken Word Night, serata dedicata a poesie, racconti e letture. Protagonista è una cerchia di lettori di cui fanno parte anche autori locali. Perlomeno, questo è quello che abbiamo capito e attorno a cui creiamo le nostre romantiche aspettative.
Ma non è ancora sera.
Oggi, 31 agosto, anniversario della morte di Lady Di, è un giorno di sole accecante. Alla principessa dedichiamo uno scaffale intero della libreria, a noi concediamo una visita al mare. Prendiamo l'autobus per raggiungere Rigg Bay, la spiaggia di cui diversi abitanti ci hanno parlato. Ci arriviamo dopo circa mezz'ora di cammino tra la vegetazione e chiedendo conferma alle poche anime che incontriamo; tempo di sedersi e lo spiritoso clima scozzese cambia improvvisamente. Viene a salvarci Finn, tra i responsabili della Open Book, che abita nelle vicinanze. Non solo si presenta con un pranzo al sacco (nel caso ci fosse stato il sole) ma ha addirittura un piano B: saliamo sulla sua jeep e attraversiamo i campi sotto la pioggia battente per arrivare ad una casetta di legno costruita nel bosco assieme ad uno dei suoi figli. Una parete è di vetro e dà sul mare. Lo sguardo abbraccia tutta l'insenatura. In lontananza solo una barca a vela. Noi al riparo, a dividere pane, burro, salmone, qualche Corona e i nostri pensieri. Finn ha quattro figli e oggi ha trovato due ore per stare noi e farci sentire ancora più parte di Wigtown. E' lui a riportarci a casa e non possiamo che ringraziarlo con una tazza di caffè della moca, che è ormai diventato il nostro simbolo di riconoscimento.
Il pomeriggio in libreria scorre in trepidante attesa. Arriviamo al Craft in anticipo, anche per assicurarci di poter partecipare senza dover parlare; quando ne siamo certe, ci sediamo rispettivamente con una birra e una coca in due delle sedie messe in cerchio. Quelli che arriveranno da lì a venti minuti sono personaggi che riconfermano le analogie con Twin Peaks. Di questa serata ricordiamo una signora dai capelli bianchi lunghi in tuta da ginnastica e stivaletto nero col tacco che, con molta enfasi, spinge i presenti a non aver paura di condividere le loro letture. Comincia un ragazzo che è la versione scozzese e un po' più triste di Billy Elliot, dalla voce nasale e dall'espressione infinitamente mesta;  legge un poema personale sul modo in cui combatte la condizione adolescenziale. Non so se sia il senso del grottesco o la Coca Cola ma devo fare qualcosa per combattere l'impellente bisogno di ridere, quindi batto le mani. Fortunatamente non rimango l'unica. Il momento più bello è però quando la versione femminile del ragazzo (che scopriamo essere la sorella) si alza, e in un tono di voce che penso superi gli 85 decibel legge due poesie. Battito di mani. Straziante. Superati i quarantacinque minuti di presenza, soglia della cortesia, ci alziamo con uno sguardo d'intesa e andiamo via fra gli applausi, per destare meno attenzione. 
Il fascino letterario è stato stroncato in meno di un'ora ma la serata rimane qualcosa di estremamente caratteristico. D'altra parte, siamo a Wigtown...

sabato 13 gennaio 2018

LA TUA LIBRERIA: MICHELE

"E ricordati, io ci sarò. Ci sarò su nell'aria. Allora ogni tanto, se mi vuoi parlare, mettiti da una parte, chiudi gli occhi e cercami. Ci si parla. Ma non nel linguaggio delle parole. Nel silenzio."

- Tiziano Terzani, La fine è il mio inizio (2006)





FUNZIONALE

Il lettore di oggi si divide fra tre luoghi che considera case a tutti gli effetti, e che rappresentano tre nidi per i suoi libri: uno in città, uno nel paese natio e uno nel suo amato Appennino Reggiano. Michele scrive: "Non ti invio la foto della mia libreria perché i miei libri sono disseminati tra Reggio, Roteglia e Civago.
Mi piace avere qualcosa da leggere o rileggere in ogni mia dimora".
Poi me l'ha mandata lo stesso - una foto - del posto in cui si trovava in quel momento: la città. E scopriamo che la montagna se l'è portata dietro, come facciamo con tutti i luoghi che ci appartengono. Ed è così che una sistemazione asettica, elegante ed ordinata, racchiude in realtà un'anima selvatica, amante della natura e della vita rurale; per ricordarci che le cose non sono mai troppo come sembrano. 

Dopo una difficile operazione di scelta Michele ha optato per i seguenti libri, che descrive così:

1. LA FINE E' IL MIO INIZIO 
Tiziano Terzani (2006)

Questo libro mi ha dato conforto in un periodo di incertezza , poca serenità e forti dubbi sul nostro pazzo modo di vivere "moderno", basato sulla crescita di desideri e non sulle cose delle quali abbiamo realmente bisogno.

2. IL BOSCO DEGLI UROGALLI
Mario Rigoni Stern (1962)

"Storie di cacciatori,animali selvatici,cani e montagne dove si respira l'anima degli spazi aperti."
Questa è la prefazione sul libro. Chi mi conosce sa anche il perché mi piaccia tanto questa lettura.

3. LA MALORA  
Beppe Fenoglio (1954)

Un commovente passato, anche piuttosto recente, di povera vita contadina. Un libro che mi ha convinto della veridicità di quello che sentivo raccontare dai vecchi in montagna, reduci e segnati da quel tipo di vita.

Ricordo che "La fine è il mio inizio" me lo regalò mio fratello per un compleanno e non riuscì mai ad iniziarlo davvero. Forse perché anche i libri, come gli incontri, hanno un loro momento: che per me e Terzani potrebbe essere arrivato ora. Grazie, Michele.


giovedì 11 gennaio 2018

SCOZIA: UN'ESTATE DA LIBRAIE - GIORNO 10

"Un luogo non è mai solo "quel" luogo: quel luogo siamo un po' anche noi. In qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno, per caso, ci siamo arrivati."

- Antonio Tabucchi, Viaggi e altri viaggi (2010)








 IL PUB

Oggi decidiamo di fare la pizza; penso che l'intenzione iniziale fosse offrirne un po' alla clientela ma il caso ha voluto che capitasse a Wigtown una ragazza italiana che vive a Edimburgo. Emanuela aveva lavorato in un'altra libreria del paese l'anno prima. Va da sé che, verso l'una, iniziamo e finiamo in tre una teglia rettangolare di pizza nello sgabuzzino della libreria, lasciando ai clienti giusto il profumo. 
Stasera ritrovo al pub "The Craft", che al piano superiore dispone di una mini libreria con testi in vendita. Questo pub in particolare ha anche una piccola sala ristorante, quattro camere da letto e ospita un circolo di lettura l'ultimo giovedì del mese.    
Ci sono Finn (tra gli organizzatori del Wigtown Book Festival), Shaun (il libraio), Jessica (che ha gestito la nostra prenotazione a "The Open Book"), Emanuela, Ben e Beth (musicisti locali del gruppo "The Bookshop Band" appena rientrati dal Festival di Edimburgo). L'atmosfera è bellissima. Prima di tutto perché, chi ama la Gran Bretagna lo sa, il pub (dopo il lavoro) è cultura e aggregazione. Secondo perché ci danno una notizia incredibile:la coppia francese che doveva arrivare domani a gestire la libreria ha disdetto! Oggi doveva essere il nostro penultimo giorno e invece siamo invitate a restare alla "Open Book". Faccio presente che almeno tre persone ci avevano offerto alloggio per i giorni liberi prima del rientro in Italia: l'accoglienza scozzese è impagabile. La serata finisce per tutti a cena da Shaun, di fronte al pub. Quindi immaginatevi questa cucina accogliente, cibo semplice e buono da condividere, noi sedute al tavolo e persone che continuano ad entrare in una casa che è, a tutti gli effetti, un porto di mare. Entra Ed, un signore di Londra che sta sistemando un rudere nella campagna scozzese; entra una coppia (lei danese e lui inglese) che non trascorre mai più di due anni in un paese: per Wigtown hanno fatto un'eccezione perché sono qui da cinque. E trascorriamo la serata in compagnia, dialogando con interessanti sconosciuti, raccontandoci pezzi di vita e tradizioni diverse. Lo ammetto, mi sono anche immaginata che fossimo un circolo letterario d'altri tempi che avesse quello come luogo di ritrovo. Molto più semplicemente, questa sera, questa casa si rivela come  un posto in cui sentirsi parte di una comunità, senza pretese. L'esperienza in libreria a Wigtown è anche questo: provare per credere.










sabato 6 gennaio 2018

LA TUA LIBRERIA: MONICA

"Quella che lei chiama Bologna è una cosa grande, che va da Parma fino a Cattolica [...] è una strana metropoli [...] che s'allarga a macchia d'olio tra il mare e gli Appennini."

- Carlo Lucarelli, Almost Blue (1997)





SHABBY CHIC

Il primo sabato del 2018 lo apre una donna innamorata di Parigi e di tutto quello che, in generale, ricorda la Francia o le sue atmosfere provenzali. Attenzione, però, a non farsi ingannare dalle apparenze e dalla dolcezza dell'ambiente. A differenza del tranquillo e accogliente stile country, infatti, i veri protagonisti del luogo sono gli amati libri gialli di Monica, che si vedrebbe perfettamente come conduttrice di Chi l'ha visto?. Ce la vedrei anche io, ma la immagino ancor più su questa poltrona,immersa in qualche crime story mentre, sorseggiando un buon caffè, sotto la luce di una lampada, tenta di individuare i possibili colpevoli.

I tre libri scelti da Monica sono:

1. ALMOST BLUE
Carlo Lucarelli (1997)

Storia di un serial killer che si aggira a Bologna, città magica per eccellenza, a cui la nostra lettrice è molto legata. Il detective è donna. Monica ritiene che Lucarelli si sia espresso qui nella sua forma migliore e che sia semplicemente terrificante. QLibri lo ha recensito affermando: "finalmente un giallo italiano la cui trama non si dimentica". https://www.qlibri.it/narrativa-italiana/gialli,-thriller,-horror/almost-blue/

2.  DEVOZIONE
Antonella Lattanzi (2010)

L'inferno dell'eroina visto con gli occhi di due giovani tossicodipendenti. Crudo e commovente; non solo: riflessione profonda su quello che è la devozione e l'attaccamento umano alle cose, o ai desideri, o alla vita. Racconto estremamente lucido e vero del potere distruttivo di una dipendenza.

3. RISVEGLIO A PARIGI
Margherita Oggero (2002)

L'avventura tanto anelata di tre ragazze trentenni. Sogni, speranze e delusioni che emergono in un viaggio fuori e dentro le protagoniste; tre donne che realizzano un desiderio passato ma costrette a farlo affrontando le inevitabili situazioni del presente. Decidere di provare a viverselo comunque, e nonostante tutto, rappresenterà la loro vera sfida.

Bologna, Roma, Torino: tre meravigliose città italiane coinvolte, che ci svelano anche l'amore della lettrice per le perle della sua terra natia. E poi, immancabile, Parigi: non so se esista qualcuno a cui solo il nome non evochi qualcosa che abbia a che fare con il fascino immutabile. Grazie, Monica, per questi intrigati viaggi urbani. Io parto da Almost Blue, voi?










giovedì 4 gennaio 2018

SCOZIA: UN'ESTATE DA LIBRAIE - GIORNO 9

"L'amore e la ragione sono due viaggiatori che non abitano mai insieme nello stesso albergo: quando uno arriva l'altro parte."

- Sir Walter Scott, La sposa di Lammermoor (1819)









THE BRIDE OF LAMMERMOOR

Cosa impariamo oggi: se gli scozzesi dicono una cosa, la fanno. La mattina del 29 agosto Shaun si presenta nella nostra libreria con un'esperta di investimenti, pronta a creare un business plan per l'acquisto di un edificio e futura libreria a Wigtown. Questo perché il giorno prima,sentendomi ormai parte del luogo, mi ero fatta prendere dall'idea di creare qualcosa nel paese dei libri e Shaun si era offerto di aiutare . Prossimamente, dovrò stare attenta a parlare.

Protagonista indiscussa del pomeriggio, invece, è lei: Rosemary, la proprietaria dell'edificio in cui lavoriamo. La nostra signora in giallo ci aveva promesso una gita speciale, e ha mantenuto la parola. Arriva alle quattro e ci fa chiudere il negozio perché dobbiamo "assolutamente visitare" le rovine di Baldoon. E' qui che si sviluppa la storia/leggenda di Lucia di Lammermoor, una giovane donna promessa in sposa ad un nobile che non amava e che morì un mese dopo il matrimonio. La vicenda è stata narrata dallo scrittore Sir Walter Scott, dal compositore Donizetti, dall'artista Everett Williams. Per noi, oggi, in esclusiva, la vicenda viene invece narrata da Rosemary Bythell sulla sua macchina, nel tragitto verso il luogo di sventura. Rosemary non si è limitata, nel corso del tempo, a raccontare un fatto: ne ha scritto un libro. Quello che dovete immaginarvi ora è una tipica signora British, talmente caratteristica da sembrare caricaturale, che guida non troppo bene tra i sentieri della campagna scozzese e che con il suo irresistibile accento c'intrattiene all'inverosimile. Io non ho fatto altro che pensare ad una scena degli Aristogatti per tutto il percorso. Il fatto che la signora Bythell colori i suoi monologhi con espressioni in francese tipo "Mon Dieu", "C'est la vie (as we say here)" o "Il pleut!" rende il tutto ancor più simpatico ma non possiamo continuare a ridere così, non è molto educato. Neanche quando, per l'ennesima volta, parlerà di Lucia di Lammermoor come "Oh, the poor little thing!". Arriviamo alle rovine e lei parcheggia esattamente in mezzo al sentiero. Del castello non è rimasto quasi nulla ma il luogo è estremamente gotico e affascinante. Rosemary racconta anche di un evento teatrale che si era svolto qui una notte durante il Wigtown Book Festival per riproporre la leggenda; dev'essere stato molto suggestivo.

Al ritorno Rosemary si ricorda della promessa di salire per un caffè all'italiana, con la nostra moca. Si assicura che in casa, come in libreria, sia presente il suo libro* (noi abbiamo provato a metterlo nella sezione Local History ma neanche lì sembra riscuotere molto successo). Ce ne regala una copia. Dopo diversi racconti/pettegolezzi sul figlio Shaun e gli abitanti di Wigtown, Rosemary ci saluta, che è sempre di fretta, e se ne va. Tranquilli, tornerà. Anche se nell'uscire non si ricorda dove ha parcheggiato la macchina. O meglio, non la vede ma è esattamente davanti a casa nostra.



*The Real Bride of Lammermoor (Lucia di Lammermoor): The True Story of Janet Dalrymple (Local History Series)