#thesleepyhamlet

sabato 24 febbraio 2018

LA TUA LIBRERIA: MARIELLA

"Dare voce al mio silenzio è un dovere: troppe storie esistono nel silenzio e sono rimaste in silenzio, nell'attesa che qualcuno le raccogliesse."

- Elisa Springer, Il silenzio dei vivi (1997)




METODICA

La protagonista di oggi è una studentessa fuori sede, con il vantaggio di avere una doppia libreria: una in un paesino della Basilicata, nella sua casa natale, e una a Siena, dove vive ora. La sua passione per i libri è talmente forte che sceglie di laurearsi in Editoria e realizzare un sogno.
La disposizione dei volumi appare molto ordinata ed è un piacere per la vista notare che, soprattutto nella prima foto, ci sono blocchi di colore che catturano... Ci sveli qual'è il tuo metodo di collocazione, Mariella?

Intanto, le tre scelte di lettura:

1. ORGOGLIO E PREGIUDIZIO 
Jane Austen (1813)
Torna per la seconda volta la Austen nella nostra rubrica. E torna con lo stesso testo. Che dire? Se non l'avete ancora letto, è il momento; anche solo per apprezzare, con ironia, l'eterna differenza tra superficiale ed essenziale.

2. IL SILENZIO DEI VIVI
Elisa Springer (1997)
Un testo forte. La protagonista viene salvata dalla camera a gas da un Kapò e riesce a fuggire da Auschwitz. Ritroverà le parole per dar voce all'esperienza solo quando il figlio, ventenne, chiederà di sapere. Parole che testimoniano, liberano, trasmettono.

3. I CIGNI DI LEONARDO
Karen Essex (2006)
Romanzo storico. Due sorelle di grande rilievo: Isabella e Beatrice d'Este. Attraverso gli occhi di una delle due si rivivono intrighi di corte e passioni travolgenti del Rinascimento. Il Leonardo del titolo è da Vinci, il cui destino s'intreccia alla casa d'Este.

Grazie Mariella, per i complimenti che hai fatto al blog e per le tue condivisioni. Proprio domenica scorsa ho partecipato al primo di una serie d'incontri sulle donne estensi (https://www.caffedistretto.it/i-te-con-le-donne-estensi) e sono rimasta affascinata dalle figure straordinarie di Isabella e Beatrice. A questo punto il tuo consiglio risulta prezioso perché nel chiedermi che romanzo potessi leggere su di loro, la risposta è arrivata da te. Il destino tesse davvero degli intrecci inaspettati.

giovedì 22 febbraio 2018

READ IN DESIGN: THE WELLCOME LIBRARY



The Reading Room at Wellcome Library. Source: Wellcome Collection 

The Reading Room at Wellcome Library. Source: Wellcome Collection


Il giovedì diventa collaborativo! E si apre a quei luoghi, non più solo scozzesi ma del mondo, che invitano alla lettura. Si tratterà ancora di librerie ma anche di spazi che, per come sono stati pensati e creati, chiedono all'uomo di fermarsi e immergersi, nell'ambiente e nelle parole, per cinque minuti o dimenticandosi del tempo. Da qui la fusione tra The Sleepy Hamlet e dimmidicasa, tra Letteratura e Interior Design, tra due blog con uno stesso concetto: il benessere della persona.


Gli spazi da cui vogliamo partire sono quelli, per troppo tempo svalutati, delle biblioteche. Quand'è stata l'ultima volta che vi siete seduti sulla poltrona (se c'era) di una biblioteca? Un passo indietro: quand'è stata l'ultima volta che ci siete entrati? Speriamo che per tutti la risposta non conduca alle ricerche che si era obbligati a fare alle elementari... Nel caso, è il momento di tornare a varcare la soglia di questi regni, e goderne.

Quella che vi presentiamo oggi, per partire in grande stile, è la Reading Room di una biblioteca medica londinese: The Wellcome Library,dal nome del rappresentante farmaceutico che a fine '800 cominciò a collezionare qui libri di medicina. Dopo vari spostamenti per Londra, nel 2007 i libri tornano al 187 di Euston Road, nel loro edificio originale, e diventano di fruizione pubblica. L'obiettivo che si pone la biblioteca è l'esplorazione delle infinite connessioni tra medicina, arte e vita nel passato, nel presente e nel futuro. E' avendo ben chiaro questo punto che lo studio di architetti londinese AOC si è dedicato alla progettazione di questa sala di lettura, che invoglia a mettersi comodi, rilassarsi e scegliere un volume, anche solo per sfogliarlo. E a sorprendervi non saranno solo i libri o l'ambientazione ma l'incredibile collezione di manufatti, dall' alchimia alla stregoneria, che Mr. Wellcome ha radunato negli anni.
Come le biblioteche in genere, è aperta a tutti e l'entrata è libera. A quando la prima visita?


*** ENGLISH ***

From now on Thursday becomes a synergistic day! This new column wishes to take into consideration those places that invite people to read. We will keep on dealing with bookshops, but also with those spaces conceived and created in order to let the individuals lose themselves in the environment as well as in words, be it for a minute or a while. Here begins the fusion between The Sleepy Hamlet and Dimmi di Casa, between Literature and Interior Design, between two blogs based on the same philosophy: the person's well-being.

We would like to get it started by focusing on libraries, as we consider them as spaces that have been underestimated for too long. When was the last time you were sitting on an armchair (if there was one) in a library? Hold on, I will step back: when was the last time you entered a library? We all hope the answer would not lead to some primary school times... Should that be the case, it is time for a twist in the tale and to walk through the door again. Enjoying the pleasure.

The Reading Room of The Wellcome Library is going to be our first key player. Situated in London, it is a medical library whose name goes back to the pharmaceutical salesman who began collecting here medical books and artefacts (about alchemy and witchcraft) at the end of nineteenth century. After years of moving books around London, the volumes were finally moved back to their historic home at 187, Euston Road. Both the Library and the Collection aim at "exploring the connections between medicine, life and art in the past, present and future". It is with this target in mind that AOC (a practice of architects and designers based in East London) had projected this reading room; a room inviting you to make yourself at home, relax and choose a book, be it only to leaf through it. The surrounding environment will leave you astonished.
As most libraries, The Wellcome Library is free and for anyone to enter. So, ready to pay a visit?




  

sabato 17 febbraio 2018

YOUR BOOKCASE: FINN

"It was the best of times, it was the worst of times, it was the age of wisdom, it was the age of foolishness, it was the epoch of belief, it was the epoch of incredulity, it was the season of light, it was the season of darkness, it was the spring of hope, it was the winter of despair."

- Charles Dickens, A Tale of Two Cities (1859)






OVERCROWDED

And here he comes: Finn. The man from Wigtown whom everyone should meet. Chiara and I have fallen for him since the first day he entered "The Open Book" and welcomed us with a box of second-hand books. Apart from being our personal book refiller, Finn is also former vice chair of Wigtown Book Festival Trust and English teacher in Barcelona, dairy farmer, perfect Jeep driver in the Scottish rain, great food dispenser, amazing problem solver. Above all, he is a lovely father of four children and a charming man you would never get tired to talk with.
Oh, yes, I should speak about his bookcase... Chaos. This is how he defines it and I totally agree. But I guess he would be able to find everything in it. 

The three titles he chose:

1. A TALE OF TWO CITIES 
Charles Dickens (1859)

2. OUR MAN IN HAVANA 
Graham Greene (1958)

3. THE RIDDLE OF THE SANDS 
 Erskine Chindler (1903)

Finn remarks that he prefers books with a good plot. And he adds:
"Am I allowed to admit that I actually listened to, rather than read, the Dickens - I had it on my phone and would listen to it in the car every day for a month. Martin Jarvis is brilliant at narrating books - try it on Audible!"
Yes, Finn, you are allowed to say anything. So, for  you, I'll make an exception and consider the suggestion.

All the three books deal with a revolution and reveal an interest for historical settings. (Political) satire is involved. It wouldn't be Finn, if it wasn't. A subplot of adventure and love never misses, too.
Thank you, Finn. It is nice to see that you have such a great interest for espionage stories. You do actually look as a potential spy agent in disguise; and maybe you are. Who knows?


SOVRAFFOLLATA

Eccolo, finalmente: Finn! L'abitante di Wigtown che tutti dovrebbero incontrare. Ci ha colpito dal primo momento in cui ha varcato la soglia di "The Open Book" con uno scatolone di libri usati da disporre in libreria. Oltre ad essere il nostro rifornitore ufficiale di libri, Finn è anche ex vice direttore del comitato per il Wigtown Book Festival, ex insegnante d'inglese a Barcellona, coltivatore agricolo, autista perfetto di jeep sotto la pioggia scozzese, all'occorrenza ottimo dispensatore di cibo, e perfetto risolutore di problemi. Ma soprattutto è un fantastico padre di quattro figli e una persona con cui non ti stancheresti mai di conversare.
Ah, sì, devo parlare della sua libreria... Caos. Così la definisce lui, e io non posso che essere d'accordo. Però penso che lui sarebbe capace di trovare qualsiasi cosa in questo caos.

I tre titoli che ha scelto:

1. RACCONTO DI DUE CITTA' 
Charles Dickens (1859)

2. IL NOSTRO AGENTE ALL'AVANA 
Graham Greene (1958)

3. L'ENIGMA DELLE SABBIE
Erskine Chindler (1903)

Finn ci tiene a sottolineare che preferisce i libri con un bell'intreccio. E aggiunge:
"Mi è permesso ammettere che in realtà ho ascoltato, piuttosto che letto, il libro di Dickens? - ce l'avevo sul telefono e l'ho ascoltato ogni giorno per un mese mentre guidavo. Martin Jarvis è un meraviglioso narratore - prova ad ascoltarlo!".
Certo, Finn, ti è permesso dire tutto quello che vuoi. Per te farò un'eccezione e valuterò il consiglio.

Tutti e tre i libri hanno a che fare con una rivoluzione e rivelano un interesse per le ambientazioni storiche. Anche la satira (politica) è coinvolta. Non sarebbe Finn se non lo fosse. Non mancanmai, inoltre, intrecci minori di avventura e amore.
Grazie, Finn. È bello notare il tuo grande interesse per le storie di spionaggio. In effetti hai anche l'aspetto di un potenziale agente segreto. E forse lo sei. Chi può saperlo?

sabato 10 febbraio 2018

LA TUA LIBRERIA: RITA


"To this day, I find it hard to gaze directly at people like Hassan, people who mean everything they say. [...] And that's the thing about people who mean everything they say. They think everyone else does, too."

"Ancora oggi ho difficoltà a guardare negli occhi persone come Hassan, che intendono davvero tutto quello che dicono. [...] E questo è il problema delle persone che intendono davvero tutto quello che dicono. Pensano che anche tutti gli altri lo facciano."
- Khaled Hosseini, The Kite Runner/Il cacciatore di aquiloni (2003)










NATURAL WOMAN

Ultimamente chi mi scrive si presenta talmente bene da solo che non ci sarebbe bisogno di aggiungere nulla. Ed è bello condividere le parole così come sono arrivate a me, farvi vedere come le persone si vedono attraverso i propri libri. 
Oggi abbiamo Rita e una disposizione di libri accattivante: 

"Alcuni dei miei libri si trovano dove vivo ora, altri nella casa della mia infanzia dove mia madre li custodisce, li legge e con me condivide la passione della lettura... non hanno un posto fisso, fanno avanti e indietro con le loro storie;  sono sui tavoli, nelle mensole, in cantina, in libreria, sui comodini,  nella borsetta, in macchina , non stanno mai fermi... sono di oggi, di ieri, di letteratura classica, tedesca, italiana, di storia, di  attualità, di storia civica. ..sono narranti e poco hanno di scientifico... Non credo  che i miei libri troveranno mai un luogo fisso dove stare;  mi piace averli ovunque... Di una cosa sono certa: mi aiutano ad avere uno sguardo lontano, con loro mi sento più alta...come quando indosso i miei tacchi..."

Diciamolo pure, che Rita non è proprio altissima; l'autoironia che le appartiene me l'ha resa ancora più simpatica. Poi mi piace quando scopro che le persone sono totalmente diverse da come le avevo immaginate. Ci eravamo incontrate diverse volte per caso, in paese, senza mai parlare più di tanto. L'ultima volta mi regala il suo abbonamento per uno spettacolo a teatro a cui non riesce ad andare. "Ma ti piace il teatro?"; e il sipario si apre su arte, libri, letteratura. Persona squisita, dai gusti raffinati.

I tre libri, però, non si sente di sceglierli. Mi chiede di far parlare le foto, e i vini. Oltre alle belle auto-presentazioni noto anche una certa libertà d'azione nel blog ultimamente, non so se è un bene. Qualche giorno prima di inviarmi il tutto Rita scrive anche:
"E' un periodo in cui compro molte biografie perché ho bisogno di "vita vera" a costo di sacrificare "la bella scrittura"... Mi mancano le persone che hanno "coraggio", "simpatia autentica", "fantasia", "ironia", che si cimentano in "grandi imprese", con una loro "originalità"... Adesso si incontrano solo degli OMOLOGATI. Secondo me Diogene farebbe più fatica oggi a trovare il suo uomo..."

Allora, che dire, Rita? Grazie, di non aver scelto tre libri ma di avercene regalati di meravigliosi. Scelgo io? Il cacciatore di aquiloni, Il Dio delle piccole cose, Le otto montagne (che non ho ancora letto). Come te, lascio da parte molta letteratura tedesca sulla quale ci siamo entrambe formate. E poi ti invito a continuare, come facevi a casa di tua mamma quando studiavi, a mettere le scarpe sopra i libri, che l'immagine ha anche un bel valore simbolico. Lo farò anche io. Scarpe da ginnastica, però.   




sabato 3 febbraio 2018

LA TUA LIBRERIA: ALBERTO


"La gente non vuole rimettere in sesto la propria vita. Nessuno vuole che i suoi problemi vengano risolti. I suoi drammi. Le sue distrazioni. Le sue storie risolte. I suoi casini ripuliti. Perché, che cosa mai le rimarrebbe? Solamente il grande spaventoso inconoscibile."

- Chuck Palahniuk, Survivor (1999)



SINGOLARE


Per la libreria di oggi faccio un'eccezione e accantono la battaglia ai Kindle di tutto il mondo. Troppo simpatico il lettore, che ha osato mandare questa foto definendola la sua libreria. L'ho incontrato solo una volta ma mi è bastata una sua frase per capire che un irresistibile humour inglese gli appartiene. Non potendo dire molto sull'assetto dei suoi libri, lascio la parola ad Alberto, sperando che stupisca voi tanto quanto ha stupito me:


Ciao Katia
dopo attente riflessioni e punzecchiature della mia morosa, ho deciso di inoltrarti la mia libreria, in pieno spirito Sleepy Hamlet ( o quasi...).

In allegato la foto della mia libreria,qua sotto i 3 libri cardine!

1. SURVIVOR 
Chuck Palahniuk (1999)

Impatto devastante, malato al punto giusto, il  libro che mi ha aperto le strade verso il ribollente e sfuggente genere pulp.

2. Gran parte dei romanzi del ciclo HAP & LEONARD, in particolare MUCHO MOJO 
Joe R. Lansdale (1994)

Celebrato autore di romanzi pulp, Lansdale crea uno stile tutto suo, un mix letale di western, sangue, arti marziali, comicità, noir, Texas style. Una grande coppia di protagonisti che mi ha fatto fare risate a profusione!

3. IL VANGELO SECONDO BIFF, AMICO DI INFANZIA DI GESU'
Christopher Moore (2002)

Dissacrante e irresistibile, ha colmato le lacune della mia formazione religiosa. Gesù come non lo avete mai visto!

Menzione d'onore (anche come consiglio agli amanti del genere distopico con venature splatter)

BATTLE ROYALE 
Koushun Takami(1999)

P.s. Sottolineo che ho letto questi libri nella mia vita a.K. ( avanti Kindle)

Grazie!

Ma grazie a te Alberto, e alla tua ironia! Non ho letto nessuno dei tre libri ma le tue descrizioni e le trame mi ricordano rispettivamente: Fahrenheit 451 (Ray Bradbury) per la sua visione futuristica e reale di una società malata; Loop (Joe Orton) per i dialoghi geniali, di un'ambiguità divertentissima e rivelatrice; i Monty Python, con le loro irriverenti performance tra sacro e profano. Stavolta mi sono permessa di mettere una citazione iniziale che piacesse a me e non che collegassi al lettore, come faccio di solito. Una piccola affermazione di libertà in risposta alla scelta del Kindle. ;-)   

giovedì 1 febbraio 2018

SCOZIA: UN'ESTATE DA LIBRAIE - THE VERY LAST DAY


"Le città, come i sogni, sono costruite di desideri e di paure"
"Cities, like dreams, are made of desires and fears"

- Italo Calvino, Le città invisibili/The Invisible Cities (1972)




Brunch at Beltie Books

George

 ARRIVEDERCI, WIGTOWN

Come ti salutiamo, Wigtown? Con un brunch, in questo giorno di sole che ci regali. Scegliamo il Beltie Books, caffè-libreria con un giardino segreto di tutto rispetto, e lì ci nascondiamo per goderci ancora un po' di Scozia. Ma è ora. Passiamo a salutare Shaun in libreria; o meglio: volevamo salutarlo ma la libreria è stranamente chiusa(!) e quindi gli lasciamo dei post-it offensivi, in inglese, attaccati alla porta d'ingresso, sperando che li leggano più persone possibili. Poi arriva a prenderci George, il gentilissimo signore che ci accompagnò qui due settimane fa. George che mi ricorda a tratti il maggiordomo di "Quel che resta del giorno", e che non riesco ad immaginare in nessun altro luogo se non dentro queste campagne scozzesi. Lo voglio pensare come un arrivederci, il saluto di oggi a questa piccola "cittadina" eterna e a George, alla stazione. Che questo treno non ci porta via da un sogno, fa solo brillare, nella luce di settembre, la bellezza infinita di averne vissuto uno.

                       BYE-BYE, MISS SCOTTISH...

How do we say bye, Wigtown? With a brunch, on this sunny day we've been given. We head for the "Beltie Books", a bookshop-cafe with a cute secret garden, and we hide there to cherish these few hours before leaving... But it's time! We go and say bye to Shaun in his book shop. Well, we meant to; we find it closed(!)so we stick some offensive post-it notes on the main entrance and hope as many people as possible may notice them. Then comes George, the kind mister who brought us here two weeks ago. George, whose attitude sometimes reminds me of the butler in "The Remains of the Day" and whom I couldn't picture anywhere else but here, among these lovely Scottish country hills. I don't want to think of today as a "goodbye moment": it is a "see you later"; to this precious little town and to George, at Stanraer railway station. And this train is not going to take us away from a dream; this train just makes us see, in this September lights, the incredible beauty of making a dream come true.