#thesleepyhamlet

venerdì 2 novembre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE VILLAGERS




L'esperienza in questa libreria di Ullapool finisce con un post su di lei: Rebecca Urquhart, per tutti Beccy, che assieme al fratello Jock gestisce THE CEILIDH PLACE. Ricordiamolo, che il luogo in cui ho lavorato per sette mesi fa parte di questa casa meravigliosa comprendente: un luogo di ritrovo che è al contempo tea-room, ristorante e pub; camere in cui soggiornare; una lounge room in stile scozzese. Ospita, inoltre, eventi e gallerie. La libreria è stata fortemente voluta dalla madre di Beccy, Jean,da sempre attivista politica e pittrice. Il padre, Robert,era un famoso attore scozzese.Il cognome è strettamente legato ad Ullapool e alle Highlands. Il luogo nasceva in stile volutamente bohémien e multiculturale; ha mantenuto quei tratti grazie anche all'idea, portata avanti nel tempo, di avere uno staff multietnico. Per me sarà sempre una via di mezzo tra luogo culturale e caffè letterario.
Beccy, dopo qualche mese dal mio arrivo, mi confessa che il giorno in cui avevamo il colloquio si era dimenticata di dovermi incontrare. L'ho perdonata perché: compra tanti libri, è una bravissima cuoca, ha due figli meravigliosi. Ma, più di tutto, mi ha fatto sentire parte di una squadra, senza mai ricoprire il ruolo convenzionale di "capo". Il tutto condito con ironia. Beccy "una di noi", insomma.
La blocco un giorno in libreria, mi guarda con quel suo fare un po' così come per dire "ma questa cosa sta dicendo?", ci pensa e sceglie "Electric Brae" di Andrew Greig. Poi mi sorride.Poi deve andare che è di fretta. È un libro estremamente scozzese, è una storia travagliata, di sentimenti arte paesaggi. Non poteva che essere tale. La cosa che più la lega al testo è la condizione psicologica della protagonista, Kim, i suoi tormenti, le sue scelte di donna.

Grazie Becky, per questa favola; che anche se ti confondi ancora tra "hola" e "ciao" quando mi vedi, sei stata comunque "a super boss"!See you tonight for 'Ullapool Bonfire' and fireworks. Ciaooo  
  

giovedì 25 ottobre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE BOOKSHOP

Daunt Books

Cities of Literature

Ho saltato una settimana d'incontri in libreria, che intanto si sono accumulati. Prendo il mio quadernino degli appunti e mi accorgo che a volte ho dimenticato di segnare la data, quindi stasera è un po' così, in confusione, come il mio stato d'animo a dieci giorni dal ritorno in Italia. 
Voglio ricordarmi di Caryn, una signora di Aberdeen che in passato, per seguire il marito, ha lavorato in una biblioteca in Arabia Saudita e deciso di far studiare le figlie là. Si ricorda di questa biblioteca bellissima e del respiro internazionale che ha avuto l'educazione delle figlie ai tempi, a contatto con persone da tutto il mondo. Mi consiglia una meravigliosa libreria di Londra che voglio visitare al più presto: https://www.dauntbooks.co.uk/
Poi ho questo appunto su una coppia di New York: lui viene qui da otto anni, recentemente ha conosciuto lei e l'ha voluta portare nei luoghi che ama. Mi colpisce vedere l'espressione sui loro visi quando vengono alla cassa per pagare e si accorgono di aver comprato la stessa cartolina. Si abbracciano.
L'ultimo incontro è con una ragazza dell'Iowa,che starà quarantacinque giorni in Europa; come prossime tappe ha Roma, la Germania, la Romania. Si chiama Elizabeth ed è curioso che provenga proprio dallo stato di cui leggevo il giorno prima in una citazione tratta da "Sulla strada" di Kerouac. Mi dice che Iowa City fa parte delle 28 "Cities of Literature" scelte dall'Unesco a partire dal 2004 :http://www.cityofliterature.com/international-cities-of-literature/
Ciascuna città è stata designata per un motivo diverso e la rete che si è creata collega tra loro più di 1000 biblioteche ed oltre 900 librerie nel mondo. Lo trovo un pensiero meraviglioso per concludere.

  

giovedì 18 ottobre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE VILLAGERS




RACHAEL

Ha l'aria di essere uscita dagli anni '70. È tornata quest'anno ad Ullapool dopo sette anni in Cile, dove faceva la receptionist in un hotel; prim'ancora aveva lavorato in un negozio di musica a Piccadilly Circus, Londra. Ha studiato letteratura scozzese a Glasgow; e ci tiene a sottolinearlo, "scozzese", perché il suo corso di studi rappresentava una minoranza nell'ambito della letteratura britannica. I genitori sono di Edimburgo e si sono trasferiti ad Ullapool quando è nata lei, che quindi una highlander a tutti gli effetti: socievole ma dal carattere schivo. Non voleva nemmeno apparire nel blog ma non ha potuto sottrarsi. Ha trentaquattro anni, e quando ci incontriamo per la prima volta nella staff room del Ceilidh Place noto che ha lo stile di una persona interessante; per l'inverno farà la cameriera qui ma freme già dalla voglia di tornare a trovare i suoi amici in terra cilena. Quindi mi propone un viaggio per Gennaio, che quasi quasi...

La intervisto in un cafè rétro sul lungomare di Ullapool e lei, dalla poltrona che guarda verso l'oceano mi nomina The Handmaid's Tale di Margaret Atwood, più che mai attuale, date anche le recenti vicissitudini italiane in campo legislativo. Me lo nomina perché è l'unico libro che ha consigliato e comprato ai suoi migliori amici, due anni prima che uscisse la serie televisiva, ci tiene a dirlo. Realtà distopica quella presentata nel libro, talmente distopica che, come quella presentata in 1984 o Brave New World, si ha paura possa diventare presto cronaca quotidiana. Definisce il contenuto del romanzo "quite shocking" e, inaspettatamente, mi dice di aver preferito la serie, forse perché la Atwood era "consultant" nella fase creativa.

Grazie Rachael, appassionata di letteratura, che sei stata una delle altre scoperte di Ullapool e che hai recentemente condiviso sulla pagina Facebook dello Sleepy Hamlet un articolo interessantissimo su un teatro argentino trasformato in libreria:
https://l.facebook.com/l.php?u=https%3A%2F%2Fwww.theguardian.com%2Fworld%2F2015%2Fjun%2F19%2Fargentina-books-bookstores-reading&h=AT0ctyEd7bJMDUoreYJmh2aTO4BKaLIuHTW6z2FHs1BfquX0J27e95sTnC1iDe1YWCntbQSBQe9qtbL2G0KyPBszDa_--SheKvGmti1IKIHKgA43rHo4rmLGYsWsh6R5mw

giovedì 4 ottobre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE BOOKSHOP

The Peatcutter's Croft

The Peatcutter's Croft

The road by the sea from Badralloch to Scraig (8 miles)

Arriva in libreria un giorno d'inizio estate, Pauline. Compra un libro che non ricordo, secondo me è di fretta perché non parliamo molto. Parliamo il tempo sufficiente per afferrare una scintilla di simpatia reciproca. Che si sa, succede sempre tutto nel primo istante. "Abbiamo un B&B dall'altra parte della costa, dovresti venire. Quest'estate è tutto pieno ma se mi contatti verso settembre ti vengo a prendere col pick-up". Mi lascia numero di telefono, sito web, nome del paese.
Due settimane fa mi cadono foglietti sparpagliati dall'agenda, il primo che raccolgo è quello di Pauline. Ho due giorni liberi da domani e faccio un tentativo. Lei si ricorda, si dimostra estremamente disponibile, si fa quarantacinque minuti di macchina per venirmi a prendere e portarmi a Badralloch, vicino a Scoraig, quest'ultimo raggiungibile solo a piedi o in barca. Il 'villaggio'  ha circa quindici abitanti ed è quello che viene definito una township. La strada per arrivarci è in salita, tra i boschi, single-track. I colori sono quelli autunnali. La casa si presenta come uno chalet in un paesaggio che fonde montagna, mare, campagna. Rustica, calda e accogliente, di una semplicità ricercata, anche negli oggetti. Appoggio lo zaino e faccio una meravigliosa camminata sulla scogliera a picco sul mare, attraversando le poche e tipiche case di Badralloch. Perdo il senso del tempo.
Pauline ha tre figli e vive qui col più piccolo e con il marito Seoras. Entrambi scozzesi, hanno vissuto a Glasgow e Londra dove lei era redattrice di una rivista e lui architetto. Dieci anni fa cambiano stile di vita, partendo da zero. 
Ceno con la famiglia. Il rito del mangiare insieme a casa di qualcuno è sempre un gesto d'intimità. Il loro B&B offre la possibilità agli ospiti di cenare con loro. La filosofia è quella di condividere tempo e parole con le persone. Cucina Pauline, che è una cuoca magnifica e mi prepara antipasto con halloumi al forno e fragole, pollo, pesche caramellate come dessert. E parliamo tanto, con lei e Seoras, come se fosse la cosa più naturale del mondo.
Al mattino, dopo colazione, andiamo a vedere le pecore,le mucche, diamo da mangiare ai maiali. A causa della tempesta un albero è caduto in mezzo alla strada e lo scuolabus che viene a prendere i due studenti del paese non può passare. Si accordano tra gli abitanti per una soluzione. Pauline mi prepara anche il pranzo e mi racconta di come l'ultimo dell'anno le persone del villaggio si ritrovino sempre tutte in questa casa.  
Nel pomeriggio mi riporta ad Ullapool. Ci fermiamo ad ammirare uno stagno nascosto nel bosco, i giochi di luce e di foglie nell'acqua, tra gli alberi altissimi. Mi dice che è uno dei suoi posti preferiti.
Torno a casa e sembra di aver vissuto un sogno. Grazie a Pauline, che avevo paura di non riconoscere quando mi è venuta a prendere fuori dal supermercato di Ullapool ma di cui mi è bastato incontrare gli occhi per ricordare. Hanno trovato un posto per me nonostante gli impegni della loro vita, ho fatto parte della loro quotidianità, il che ha un valore inestimabile.
Consiglio a chiunque venga nelle Highlands di trascorrere una notte al https://www.peatcutterscroft.com/ perché le parole non possono rendere completamente la magia che s'instaura tra i paesaggi e quelle persone che con la loro accoglienza rendono tutto il resto possibile. 

venerdì 28 settembre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE VILLAGERS



ALLAN

Lo riconosco dalla giacca a vento gialla fluorescente quando entra in libreria, mi saluta quotidianamente con un "buongiorno" in italiano e se ne va. Inizialmente pensavo fosse il postino. Invece è un ingegnere, Allan, che per diverso tempo ha insegnato all'università. Parla un inglese perfetto, caratterizzato da quello humour vittoriano che solo i veri personaggi British possiedono. Autore di un libro sul mistero di un incidente aereo avvenuto nelle Highlands, è stato recentemente contattato da una rete televisiva americana per una serie legata ai casi irrisolti. Il libro è stato presentato per la prima volta qualche mese fa nella nostra libreria.

Quando gli chiedo se è disponibile per un post sul blog prende la cosa molto seriamente. Mi porta una copia del suo testo preferito di tutti i tempi "The Wind in the Willows" e successivamente mi consegnerà una lettera con scritte le motivazioni della sua scelta. Il testo è di Kenneth Grahame e la prima versione risale al 1908. Testo classico per il Regno Unito, apparentemente sembra un racconto per bambini; Allan trova che sia un testo ricco di azione e di significati, oltre che dotato di una struttura comparabile al "Via col vento" o al "Dottor Zivago". Due capitoli in particolare, omessi in alcune edizioni, toccano il misticismo; molto evocativo anche il titolo di entrambi: "Piper at the Gates of Dawn" "Wayfarers All". Nel testo Allan ritrova le tracce di quell'Inghilterra vittoriana che ha caratterizzato la sua infanzia:
"...traces of Edwardian/Victorian England survived to my post-war childhood - gipsy caravans, horse-drawn, narrow boats, hand.-cracked automobiles and working windmills." 
Conclude la lettera citando l'autore, che definisce "The Wind in the Willows" un libro per tutti coloro che mantengono vivo lo spirito della giovinezza:
"...keep the spirit of youth alive in them: of life, sunshine, running water, woodlands, dusty roads, winter fire-sides."
Allan preferisce definirla "magia" della giovinezza, più che "spirito", una magia che ha paura stia scomparendo nelle generazioni che si affidano sempre più ad una realtà virtuale.

Io ti ringrazio, Allan, per la gentilezza e l'ironia che dimostri ogni giorno; per l'impegno dedicato alla scelta del testo. Più di tutto per la scatola di Ferrero Rocher che mi hai regalato per il compleanno, sorpresa infinitamente gradita. 

giovedì 20 settembre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE BOOKSHOP

Lounge Room at The Ceilidh Place

L'arrivo di due simpaticissime italiane nella libreria ha portato un po' di aria di casa ad Ullapool. Vagabondano da sempre in giro per la Scozia, Rossella e Maria Cristina, che stanno pensando di trasferirsi in maniera permanente in quella che è la loro terra del cuore. Non potevamo che andare d'accordo. 

Maria Cristina mi racconta di quando, insieme ad un amica, aveva aperto una libreria a Cavezzo, paesino della bassa modenese. Le avevano dato il nome di "Papavero Giallo", fiore in grado di crescere ovunque, anche negli ambienti più ostili; come mi spiega Cristina, cresce anche tra le più impervie rocce dell'Afghanistan, e resiste. A me viene in mente un libro di Khaled Hosseini, e mi fa pensare alla speranza. Mi racconta delle tante attività che facevano per i bambini, delle semplici e meravigliose idee che mettevano in atto, della presentazione di libri di autori locali come quello del mio ex collega e caro amico Cristiano Panzetti, "Come belle statuine".
Lo stesso giorno entra una signora svizzera, che cerca un libro in gaelico. Mi dice che dopo la pensione ha deciso di dedicarsi a dei progetti, e imparare questa lingua ricca di legami col territorio è uno di quelli. Mi racconta anche che aveva gestito una libreria, nella stazione di Friburgo, in cui aveva creato una sezione franco-tedesca e nella quale si facevano letture bilingue. Ha ricordi bellissimi legati a quel posto che aveva chiamato "Thàlia", come una delle tre Grazie figlie di Zeus, protettrice della poesia leggera e della commedia. A me colpisce il fatto che fosse bilingue e posta in un non-luogo.

Post dedicato ancora una volta alle donne, che con i loro progetti concreti hanno la capacità di farmi sognare; donne che, "comunque sia andata", ci hanno provato; donne che dei papaveri gialli hanno la determinazione e delle Muse il sorriso.


venerdì 14 settembre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE VILLAGERS


The Ullapool News

SETH

Nato e cresciuto ad Ullapool, fa parte di quella rete di persone semplici che caratterizzano un vero villaggio. Vive nel mare e per il mare; a qualche ora del giorno lo trovi sempre nei pressi del porto. Aiuta ad issare le vele, ama pescare (soprattutto i granchi), conosce pescherecci e marinai, fa parte del Rowing Club e insegna snorkeling. Quello che ha imparato lo ha imparato da solo, nei suoi luoghi, dai quali probabilmente non si separerà mai.

Con Seth è venuto il momento di celebrare una vera e propria istituzione per gli abitanti: The Ullapool News, il settimanale locale. Esce ogni venerdì, per l'esattezza, costa 50 pence ed è comprato da tutta la comunità. Si trova in vendita all'ufficio postale (che è anche bottega), al supermercato, in biblioteca. Dentro c'è tutto quello che "succede in città" e nei villaggi limitrofi, da sporadici eventi a gallerie d'arte, da annunci di chi cerca casa a vendite di qualsiasi tipo, da lamentele da parte degli abitanti a lettere di ringraziamento. Sono orgogliosa di aver fatto anche io il mio annuncio lì sopra a Febbraio, quando sono arrivata per il colloquio di lavoro, con l'intento di trovare un alloggio, e di essere stata contattata. 
Ed e così piacevolmente pittoresco sentire gli abitanti tra loro che spesso si dicono: "Ah, sì, l'ho letto sull'Ully News..."