#thesleepyhamlet

giovedì 17 gennaio 2019

IN VIAGGIO CON...MUGHI

"Alessandria finalmente! Alessandria goccia di rugiada. Esplosione di nubi bianche. Sei come un fiore in boccio bagnato da raggi irrorati dall'acqua del cielo. Cuore di ricordi impregnati di miele e di lacrime."

- Nagib Mahfuz,Mīrāmār (1967)


Alessandria d'Egitto a fine anni '80


È mio padre il protagonista di stasera. Io lo auguro a tutti, se possibile, di discorrere per un po' di tempo con un genitore di un suo luogo del cuore, magari davanti a delle foto. Si attraversa il tempo e ci si rincontra. Lui sceglie prima di tutto il romanzo - "Mīrāmār" - dello scrittore premio Nobel, egiziano come lui, Naguib Mahfouz. E lo sceglie perché parla di Alessandria d'Egitto e di una pensione sul mare, dove diversi ospiti incrociano i loro destini. A me ha infinitamente ricordato "Oceano mare",scritto da Baricco quasi trent'anni dopo.
Il luogo scelto, va da sè, è Alessandria e mentre gli chiedo il perché gli ridono gli occhi. L'Alessandria che era, luogo perduto ma terra di sogni e salvezza per qualsiasi ragazzo che cresceva in un Egitto degli anni '60, meta affascinante, viva, traboccante di culture. Tutto succedeva ad Alessandria, che era già cambiata mille volte dalla sua antica nascita. A me basta il nome a risvegliare quell'allure di cui la città ha goduto nella Storia, compresa la decadenza. Il personaggio con cui starebbe ore a parlare è Amer Wagdi, il primo ospite della pensione "Miramar", giornalista in pensione ed ex componente del partito nazionalista liberale. Il romanzo è ambientato nel 1966, Alessandria è ormai in declino, gli ultimi Europei che lì vivevano se ne stanno andando, e ultimi sono anche gli anni della dittatura di Nasser. Mio padre vorrebbe incontrare il giornalista proprio per discutere di questo, degli avvenimenti accaduti sotto il regime, della guerra dei sei giorni, del canale di Suez, di tutte quelle cose che lui stesso ha vissuto (guerra compresa) prima di lasciare l'Egitto per l'Italia.
Parlarne magari su un ponte, come quello della foto.

Me li immagino, lui e il giornalista, sotto il sole, parlare con malinconia della grandezza di un paese che è andato verso la sua rovina ma che, per chi vi è nato e lo ama, rimarrà per sempre bello. E nella memoria, e nella letteratura, la bellezza è parte integrante di quella melancolia decadente, che è il richiamo verso qualcosa che è stato; che ha il sapore inebriante di un faro, una Biblioteca, di velieri e antichi palazzi, della sabbia del deserto, delle onde del mare. 

My father tonight on the blog. He chooses Alexandria in Egypt as a place to take his character - Amer Wagdi, a retired journalist who decides to spend his last years in a hotel called "Mīrāmār", which is also the title of the book. The hotel is run by a woman he had loved in the past. Here, different guests meet each other and their lives cross in sometimes terrible ways. It is 1966 and they are the last years of Nasser's "dictatorship". My father would like to spend time with the journalist to know more about the recent past of Egypt, included those war years he has lived before coming to Italy. Alexandria is a place that my father, as a young Egyptian during the Sixties, has always loved; with its slow fall from beauty it also represents the perfect city to have that kind of talk.   

giovedì 3 gennaio 2019

IN VIAGGIO CON...MONIA


XXXV • LE FINESTRE

Chi guarda fuori attraverso una finestra aperta non vede mai tante cose quante ne vede chi guarda una finestra chiusa. Non c'è oggetto più profondo, più misterioso, più fecondo, più tenebroso, più abbagliante di una finestra illuminata da una candela. Ciò che si può vedere alla luce del sole è sempre meno interessante di quello che avviene dietro un vetro. In quel buco nero o luminoso, vive la vita, sogna la vita, soffre la vita.

Al di là delle onde dei tetti, scorgo una donna matura, povera, già invecchiata, sempre curva su qualcosa, che non esce mai. Con il suo viso, il suo vestito, i suoi gesti, con quasi niente, ho costruito la storia, o piuttosto la leggenda, di questa donna, e a volte la racconto a me stesso piangendo.

Se fosse stato un povero vecchio, avrei ricostruito la sua altrettanto facilmente.

Così me ne vado a letto, fiero di aver vissuto e sofferto in qualcuno che non sono io.

Forse mi direte: «Sei proprio sicuro che la leggenda sia quella vera?». Ma che cosa importa la realtà, se la mia leggenda mi ha aiutato a vivere, a sentire che io sono, e ciò che sono?

- Charles Baudelaire, Lo spleen di Parigi (1869)


Ciao lettori! Il 2019 lo inauguriamo così: col vento. Di quelli forti, che ti scompigliano l'anima, che fanno sentire liberi; come la protagonista di oggi, che liberamente ha anche interpretato le mie suggestioni per la rubrica, creandone di nuove, come piace a me.
Monia sceglie il soggetto di una poesia di Baudelaire e lo porta con sè in una terra dalla bellezza leggendaria. E crea lei stessa una poesia, di pensieri e sensazioni. Leggere per credere:

"Abbiamo aperto la finestra, io e la vecchia piena di rughe: avevo deciso che era tempo di viverla, quella vita fino ad allora solo sognata o immaginata, e avevo deciso di farlo con lei.
L'ho presa per mano, e insieme abbiamo oltrepassato quel buco nero in cui lei vive, sogna, e soffre.
Ci siamo ritrovate nel posto che è da nessuna parte, alla fine e all'inizio di tutto: Land's End, la punta estrema della Cornovaglia.
Ci siamo riempite gli occhi di bellezza, per testare che la realtà andava molto oltre ogni immaginazione, per accorgerci che la luce e l'aria del domani raccontavano tanto di più della fotografia su cui per inenarrabile tempo avevamo meditato.
Abbiamo respirato insieme il silenzio delle onde che si infrangevano sotto di noi, e insieme abbiamo ascoltato il vento che rumoreggiava tra le rocce. Eravamo sole, ma con intorno tutto il mondo.
Solo per noi.
"Ora usciamo a vivere", ci eravamo dette.
Ci sarà tutto il tempo per tornare ad immaginarci le nostre esistenze, e quelle degli altri.
Ci sarà sempre una finestra, rischiarata dalla luce di una candela, a farci compagnia nella solitudine.
Ci saranno sempre persone e storie da costruire con il nulla che sappiamo di loro.
Quel giorno, però, all'inizio di settembre, la finestra l'abbiamo spalancata."

Grazie Monia, che ci hai condotto a Baudelaire e hai reso reale l'immagine di una donna, l'hai fatta uscire da un poema, le hai fatto respirare la libertà. Soprattutto, le hai aperto una finestra dentro la quale, altrimenti, sarebbe per sempre rimasta chiusa, oltre le tegole dei tetti di Parigi. E l'hai aperta anche a noi una finestra, o perlomeno ci hai invitati a farlo. Non lo so se esista un augurio migliore per l'anno a venire. 

Hello, there! Our first guest of 2019 is Monia, an Italian bookseller. She chooses a poem by Charles Baudelaire where the poet imagines what an old woman is doing inside her house, by just looking at her shadow, out of a closed window. He thinks about her life and he suffers with her, too. Monia decides to "open" that window and take that old woman with her to the fabulous shores of Cornwall. Her language and the images she creates are highly poetic. She invites us, readers, to open some windows, too. Which actually sounds to me as one of the best wishes to start the year. Happy New, everyone! 





giovedì 13 dicembre 2018

TRAVELLING WITH...LAURA

'But they shouldn't call that lovely place the Avenue. There is no meaning in a place like that. They should call it - let me see - The White Way of Delight. Isn't that a nice imaginative name?'

- L. M. Montgomery, Anne of Green Gables (1908) 



This is Laura and she works in a Scottish Library, in Nairn, to be precise. If you happen to be there, please, pay a visit!
The moment I have read her fictional character's name, I smiled with joy; and I kept on doing that while picturing the poetic setting she suggested:

'I would love Anne Shirley to come and visit my garden here in Scotland in the Spring time when the Plum trees are full of frothy scented blossoms.
A beautiful scene in the book has captivated me since I first read it as a child. Riding through a flowery avenue of blossom trees with her newly acquainted adoptive guardian Matthew, Anne earnestly proclaims it to be "the White Way of Delight"... Her flowery language and eagerness in stark contrast to the simple quiet shyness of Matthew beside her.
Every spring I eagerly celebrate "the White Way of Delight" appearing in my garden with heartfelt joy and know that Anne Shirley would too.'

Thank you Laura, for bringing up such an amazing girl as Anne, whom I have adored for my entire life. Still, she has got so much to 'teach' us, like the way she looks at things around her. I have adored Matthew, as well and found him reliable and tender. 
I'd like to be in that garden too and enjoy three beautiful things in a row -  Spring in Scotland, a red-haired girl, a brilliant woman I've been so lucky to meet this year in a book shop. 

L'ospite di stasera è la bibliotecaria di un paese scozzese. Sceglie i colori e i fiori del suo giardino durante la primavera come setting ideale per trascorrere un po' di tempo con Anna Shirley, la famosa Anna dai capelli rossi che ci ha fatto tanto sognare da piccoli: la sua spontaneità, il suo amore per le parole e l'uso del linguaggio, il suo incantarsi di fronte alla natura.
Io la ringrazio, e immagino un giorno di primavera in un giardino delle Highlands in compagnia di Anna, personaggio che ho amato moltissimo. 

giovedì 6 dicembre 2018

IN VIAGGIO CON...PETRA

"La terra, quella è una nave troppo grande per me. È un viaggio troppo lungo. È una donna troppo bella. È un profumo troppo forte. È una musica che non so suonare. Perdonatemi. Ma io non scenderò."

- A. Baricco, Novecento (1994)




Petra è la prima ospite della nostra rubrica e ha svolto il compito in maniera impeccabile (è donna, appunto).Sceglie di portare con sé un viaggiatore per eccellenza - Danny Boodman T.D. Lemon Novecento, protagonista dell'omonimo romanzo di Alessandro Baricco. Le lascio la parola:

"La ragione principale della scelta è l'importanza che hanno per me coraggio, apertura mentale e curiosità. 

Lemon è nato su una nave, su di essa ha conosciuto il suo talento ed è diventato un incredibile musicista, su di essa deciderà di spendere la vita intera. Si troverà davanti a un bivio che implica la possibilità di scendere dalla nave e conoscere il mondo, ma rifiuterà il rischio. Spaventato dall'ignoto, opterà per ciò che già conosce, seppur limitato e ristretto; farà dietro front sulla rampa di discesa della nave e non la percorrerà mai più.

Lo porterei a Parigi. Vorrei che potesse vedere la magia, la poetica, il romanticismo e la sensualità di una città che adoro. Vorrei accompagnarlo per le viuzze del quartiere Le Marais, fargli vedere l'imponenza di Notre-Dame con le sue vetrate colorate e i rosoni gotici che si specchiano nella Senna; mi piacerebbe che sentisse il profumo delle baguette appena sfornate, il sapore sublime che hanno se accompagnate da vino e formaggio.

Vorrei che Lemon scegliesse di stupirsi, di conoscere, di perdersi per poi ritrovarsi più forte, completo e ricco di prima. Mi piacerebbe, insomma, che scegliesse il coraggio, perché è l'unica strada, a mio parere, che porta alla meraviglia...e alla città dell'amore."

Ti ringrazio Petra, per avermi catapultato in una missione in Etiopia nel 2006 dove portai quel libro; ci andai con mio cugino e lui che odiava leggere, se ne innamorò e lo lesse tre volte. Adesso sarei curiosa di sentirne la versione audio di Stefano Benni. Ti ringrazio soprattutto per le sinestesie che hai creato e per il modo inebriante con cui avresti scelto di "salvare" Lemon, se su quella nave avesse incontrato te. Se posso permettermi, gli avrei anche fatto assaggiare uno dei tuoi manicaretti, che forse forse...
    
"The character I would like to take on a trip with me is Danny Boodman T.D. Lemon 1900, the protagonist of "Novecento" by the Italian writer Alessandro Baricco. I choose it for I find essential in life to be brave, open minded and 'snoopy'. 
Lemon was born on a ship where he learns how to become an amazing musician. On that ship he spends his entire life. When faced to the chance of getting off and exploring the world out, he will choose not to. Scared by the unknown, he will step back to his 'comfort zone' instead of walking those steps leading to the land.

I would take Lemon to Paris. I wish he could see the magic, poetry and charme of a city I adore. I would go with him around the narrow streets of Le Marais and show him the lovely Notre-Dame glass windows, reflecting themselves upon the river Seine. He should taste how deliciuos baguettes are with wine and cheese. I would like him to be enchanted, know, get lost and find himself again, stronger than before. I wish he could choose to be brave, which is the only way leading you to enchantment...and to the city of love. 

martedì 4 dicembre 2018

IN VIAGGIO CON.../TRAVELLING WITH...



Caro lettore, ecco che torna la rubrica del giovedì!

Dopo quella dedicata alle avventure in libreria e agli abitanti di Ullapool, adesso sei di nuovo tu il protagonista. Come quando ci hai mandato la foto della tua libreria di casa e dei tre libri irrinunciabili. Come? A quella non avevi partecipato?! È il momento di rimediare...

La nuova rubrica s'intitolerà "IN VIAGGIO CON..." e ti chiede di scegliere un luogo in cui sei stato e il personaggio di un libro che ci porteresti. Mi spiego meglio, o cerco; in quale posto che ti ha rubato il cuore avresti voglia di portare qualcuno che fino ad ora ha vissuto tra delle pagine? Di quel posto (che può essere mare, montagna, una stanza, una finestra...o qualsiasi cosa tu intenda per luogo) vorrei che mi mandassi una foto (se ti va, anche con te presente). Del personaggio sarebbe bello mi spiegassi perché lo scegli o, ad esempio, perché lo porteresti lì (per una chiacchierata, per ascoltarlo, per mangiare...). Ma la verità è che sei libero/a di scrivermi un po' quello che (e quanto) vuoi.

Ho (ri)scelto con gioia i giovedì perché recentemente sono stata ad un incontro su Virginia Woolf e ho scoperto che il circolo di Bloomsbury (di cui lei faceva parte) si riuniva proprio il giovedì sera, per condividere opinioni sul mondo in una Londra d'inizio '900. A questo punto non potevo che inaugurare dicembre così, con una nuova rubrica, che mi parlasse un po' di voi e mi portasse su nuove, affascinanti strade.

Aspetto le vostre foto e parole a thesleepyhamlet@gmail.com

Daiii! E arrivederci a giovedì ;-)

Dear reader, I'm back with the Thursday's column!

I named it "TRAVELLING WITH..." and it deals with a place and the character of a book. I am asking you to choose a place you've loved (it can be anything: a beach, a hill, a room, a chair...) and send me a picture of it (with or without you in it). What character would you take there? Why? To do what (have a chat, listen to him/her, eat...whatever)? You are actually free to write me whatever (and as much as) you like. More or less.

Why on Thursdays? I have recently been to a Festival on Virginia Woolf and found out 'The Bloomsbury Group' used to meet on Thursday nights for their vital discussions. 

So, let us celebrate December with this new appointment! I'll be restlessly waiting for your pictures and words at thesleepyhamlet@gmail.com

Come on! And see you on Thursday ;-) 

venerdì 2 novembre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE VILLAGERS




L'esperienza in questa libreria di Ullapool finisce con un post su di lei: Rebecca Urquhart, per tutti Beccy, che assieme al fratello Jock gestisce THE CEILIDH PLACE. Ricordiamolo, che il luogo in cui ho lavorato per sette mesi fa parte di questa casa meravigliosa comprendente: un luogo di ritrovo che è al contempo tea-room, ristorante e pub; camere in cui soggiornare; una lounge room in stile scozzese. Ospita, inoltre, eventi e gallerie. La libreria è stata fortemente voluta dalla madre di Beccy, Jean,da sempre attivista politica e pittrice. Il padre, Robert,era un famoso attore scozzese.Il cognome è strettamente legato ad Ullapool e alle Highlands. Il luogo nasceva in stile volutamente bohémien e multiculturale; ha mantenuto quei tratti grazie anche all'idea, portata avanti nel tempo, di avere uno staff multietnico. Per me sarà sempre una via di mezzo tra luogo culturale e caffè letterario.
Beccy, dopo qualche mese dal mio arrivo, mi confessa che il giorno in cui avevamo il colloquio si era dimenticata di dovermi incontrare. L'ho perdonata perché: compra tanti libri, è una bravissima cuoca, ha due figli meravigliosi. Ma, più di tutto, mi ha fatto sentire parte di una squadra, senza mai ricoprire il ruolo convenzionale di "capo". Il tutto condito con ironia. Beccy "una di noi", insomma.
La blocco un giorno in libreria, mi guarda con quel suo fare un po' così come per dire "ma questa cosa sta dicendo?", ci pensa e sceglie "Electric Brae" di Andrew Greig. Poi mi sorride.Poi deve andare che è di fretta. È un libro estremamente scozzese, è una storia travagliata, di sentimenti arte paesaggi. Non poteva che essere tale. La cosa che più la lega al testo è la condizione psicologica della protagonista, Kim, i suoi tormenti, le sue scelte di donna.

Grazie Becky, per questa favola; che anche se ti confondi ancora tra "hola" e "ciao" quando mi vedi, sei stata comunque "a super boss"!See you tonight for 'Ullapool Bonfire' and fireworks. Ciaooo  
  

giovedì 25 ottobre 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE BOOKSHOP

Daunt Books

Cities of Literature

Ho saltato una settimana d'incontri in libreria, che intanto si sono accumulati. Prendo il mio quadernino degli appunti e mi accorgo che a volte ho dimenticato di segnare la data, quindi stasera è un po' così, in confusione, come il mio stato d'animo a dieci giorni dal ritorno in Italia. 
Voglio ricordarmi di Caryn, una signora di Aberdeen che in passato, per seguire il marito, ha lavorato in una biblioteca in Arabia Saudita e deciso di far studiare le figlie là. Si ricorda di questa biblioteca bellissima e del respiro internazionale che ha avuto l'educazione delle figlie ai tempi, a contatto con persone da tutto il mondo. Mi consiglia una meravigliosa libreria di Londra che voglio visitare al più presto: https://www.dauntbooks.co.uk/
Poi ho questo appunto su una coppia di New York: lui viene qui da otto anni, recentemente ha conosciuto lei e l'ha voluta portare nei luoghi che ama. Mi colpisce vedere l'espressione sui loro visi quando vengono alla cassa per pagare e si accorgono di aver comprato la stessa cartolina. Si abbracciano.
L'ultimo incontro è con una ragazza dell'Iowa,che starà quarantacinque giorni in Europa; come prossime tappe ha Roma, la Germania, la Romania. Si chiama Elizabeth ed è curioso che provenga proprio dallo stato di cui leggevo il giorno prima in una citazione tratta da "Sulla strada" di Kerouac. Mi dice che Iowa City fa parte delle 28 "Cities of Literature" scelte dall'Unesco a partire dal 2004 :http://www.cityofliterature.com/international-cities-of-literature/
Ciascuna città è stata designata per un motivo diverso e la rete che si è creata collega tra loro più di 1000 biblioteche ed oltre 900 librerie nel mondo. Lo trovo un pensiero meraviglioso per concludere.