#thesleepyhamlet

sabato 30 dicembre 2017

LA TUA LIBRERIA: BEPPE SEVERGNINI

"Non è importante dove si legge un libro. Importante è il libro, con la sua lunghezza, la sua sfida, la sua lezione di metodo."

Beppe Severgnini, Italiani di domani. 8 porte sul futuro (2012)








SCANZONATA

Prima di tutto grazie a Beppe Severgnini: per la persona che si è dimostrata, al di là del giornalista. Gli ho fatto una richiesta di domenica mattina e la sua risposta è arrivata in meno di un'ora. La parte che ha scelto della sua libreria appare semplice e varia, composta da volumi antichi accanto ad edizioni nuove; è così che mi è sempre apparso lui: combinazione di idee moderne ed insegnamenti del passato, mente rivolta al futuro ma che non perde di vista quello che è stato, costruttore di ponti tra quei giovani per cui nutre fiducia e quelle persone che con le loro esperienze possono far riflettere. 

Per qualche strano giro di ruota, Beppe Severgnini l'ho incontrato in tre fasi della mia vita: alle medie, quando prima di addormentarmi rubavo la rivista "Amica"* della mamma e leggevo insieme al papà gli articoli che lui scriveva sugli italiani; ridevamo di continuo. Al liceo, quando venne al Teatro Carani per parlare a noi giovani e presentare il libro "Italiani si diventa"; non ci piaceva essere stati obbligati dall'insegnante a leggerlo (avevamo sedici anni, non ci piaceva quasi niente) ma l'incontro con l'autore ce lo ricordiamo ancora. Siccome ricevetti da lui anche la prima dedica scritta "in rosa", io non me lo sarei scordata comunque. Il terzo incontro è più recente; nel 2015 presenta una trasmissione che vedo per caso: "L'erba dei vicini", in cui mette a confronto Italia e Paesi del mondo. La propongo ai miei studenti di un professionale. Piace molto anche a quelli stranieri. Scrivo una mail a Severgnini per dirglielo. Ci invita in trasmissione,in diretta. Andiamo. Classe in estasi. Ci tenevo a ricordare questo aneddoto perché io in quella situazione ho percepito il tratto umano di un personaggio pubblico, e ne ho avuto conferma anche in seguito.

Non se l'è sentita, Beppe Severgnini, di scegliere tre libri della sua collezione: l'ha definita una "scelta difficile e dolorosa". Allora lo faccio io per lui, anche se non lo sa. E scelgo tre delle sue opere, che rappresentano un po' le tre fasi di cui ho scritto sopra e, più in generale, i concetti intrecciati di passato, presente e futuro:

1. ITALIANI SI DIVENTA (1998)
2. ITALIANI DI DOMANI: 8 PORTE SUL FUTURO (2012)
3. LA VITA E' UN VIAGGIO (2014)

Non li commento, stavolta. Li lascio scoprire a voi, come credo piacerebbe all'autore. L'ultimo non l'ho letto ma considero il titolo di buon auspicio. Un augurio di cuore a tutti per "l'anno che sta arrivando", che porti con sé infiniti viaggi, dentro e fuori dai libri.

   


* Nacque come rivista di "moda e attualità del Corriere della Sera". Il titolo della testata venne proposto da Dino Buzzati. La copertina del primo numero, uscito nel 1962, venne dedicata a Sophia Loren


giovedì 28 dicembre 2017

SCOZIA: UN'ESTATE DA LIBRAIE - GIORNO 8

"There's no place like home."

- L. Frank Baum, The Wonderful Wizard of Oz (1900)



THE SCOTTISH FLAT

La prima settimana a The Open Book si è conclusa. Il nostro regno avete imparato un po' a conoscerlo; mi sembra giusto, pertanto, mostrarvi anche l'appartamento sopra la libreria in cui alloggiamo e trascorriamo la maggior parte delle nostre serate tra film, divano e tisane; parlando anche degli abitanti di Wigtown... Stasera, a proposito, avremo a cena Shaun il libraio. Faccio un volo pindarico e vi preannuncio già che saremo io e Chiara a finire il pentolone di pasta zucchine e pomodorini preparato per l'ospite.

Questo secondo lunedì in libreria va particolarmente bene perché entrano moltissimi clienti. Andiamo a consegnare il guadagno della settimana alla sede del Wigtown Book Festival, l'organizzazione che gestisce il tutto, e neanche i responsabili credono al totale realizzato. Dopo aver vagliato le possibili ragioni io e Chiara giungiamo da sole alla conclusione che il successo è decisamente merito del fascino italiano. Sentendoci quindi in dovere di ringraziare il nostro pubblico prepariamo una torta di yogurt che mettiamo sul bancone, da offrire a chiunque provi l'irresistibile impulso di varcare la soglia. Ci tengo a dire che a volte obblighiamo gentilmente i clienti a mangiare un pezzo di dolce e a dirci che è buonissimo.

La settimana trascorsa è stata molto intensa ma non potevamo immaginare che quella a venire avrebbe riservato altrettante sorprese...Stay tuned!

mercoledì 27 dicembre 2017

CALIGULA

"Io t'amavo, Drusilla, di un amore puro - puro come le stelle più pure. T'amavo, Drusilla, come si può amare il mare o la notte - con un impeto che aveva tutta la disperazione dei naufragi. E ogni volta che sprofondavo in questo amore, mi sottraevo ai clamori del mondo e all'infernale tormento dell'odio."

- Albert Camus, Caligola (1941)





Desiderio e tenerezza, violenza e...Quali sono le parole giuste per parlare di Caligola? Non ci sono. La disperazione la si coglie leggendo l'opera e andando a teatro. Perché è lì, in scena, che Caligola si manifesta davvero. 
Sessanta pagine che catturano il pensiero razionale, e lo annientano. Un imperatore artista che impazzisce per la morte dell'amante e la cui follia contagia ogni cosa. La forza del testo: i dialoghi; nessun altro modo avrebbe reso la potenza espressiva di Caligola se non il riportarne fedelmente alcuni. E così ho fatto. 

Cesonia (in grande apprensione) Una guardia l'ha visto passare. Ma tutta Roma vede Caligola dovunque. E Caligola non vede che l'ombra di Drusilla.
Siede affranta. Silenzio.
Scipione Dimmi, Cesonia, l'amava fino a questo punto?
Cesonia Di più, ragazzo mio. La desiderava.
Scipione In che modo strano lo dici.
Cesonia Perché, vedi, se l'avesse solamente amata, la sua morte non  avrebbe cambiato niente. Le malattie dell'anima non sono gravi. Ci si salva con la malinconia. Invece no, lui oggi sente i morsi della carne. 

Tutti stanno cercando Caligola, che chissà dov'è. Si apre così, il dramma. Tutti preoccupati per lui: Cesonia (un'ancella), Scipione (tra gli amici prediletti), la corte. L'atmosfera è liquida, movimentata, rosso sangue; si respira da subito l'inquietudine di una mancanza. Poi Caligola arriva, ed è in Cesonia che cerca consolazione:

Caligola [...] restami accanto senza parlare[...](con voce malata) Ho male al cuore, Cesonia. No, non avvicinarti. Lasciami stare.[...] Ora non mi rimane altro che questo futile potere di cui parli. Più è smisurato, più è ridicolo. Perché non vale niente al confronto degli sguardi che Drusilla mi rivolgeva certe sere.(Pausa) Non era lei, era il mondo che rideva attraverso i suoi denti.

Segue un dialogo disperato. Cesonia in lacrime, afflitta da un amore struggente per il suo Cesare/Caligola, costretta ad ascoltare la venerazione di un uomo per Drusilla, l'unica creatura che egli abbia mai voluto. Comincia il tuffo nella crudeltà: la ricerca di "vittime e colpevoli" da uccidere per poter mitigare le proprie pene. 

Caligola Ah, comincio a vivere finalmente! Vivere, Cesonia, è il contrario di amare. Te lo dico io. 

E' umanamente impossibile non provare empatia verso questo personaggio perso, malato, comico e grottesco insieme: per il suo modo crudo di dire le cose. E di dire cose vere, inammissibili perché troppo reali nella propria logica. E percepire compassione per il suo animo in balia del nulla; perché a Caligola, davvero, non importa più di niente. Forte di questa indifferenza verso il mondo, esercita una condizione di libertà assoluta; condizione che lo distruggerà come uomo.

Cherea Attraverso Caligola, per la prima volta nella storia, la poesia provoca l'azione e il sogno la realizza.[...]Se c'è un solo individuo puro, nel male o nel bene, il nostro mondo è in pericolo. (Pausa) Ecco perchè Caligola deve morire.

Il più anziano e saggio tra i filosofi a corte, Cherea, sa che per Caligola non esiste salvezza terrena. Caligola, che comincia a commissionare omicidi senza motivo, che vuole ferire le persone e le obbliga ad azioni insensate. 

Cesonia (freddamente) Ha ucciso tuo padre?
Scipione Sì.
Cesonia Lo vuoi uccidere?
Scipione Sì.
Cesonia [...] vorrei parlare alla parte migliore del tuo cuore.
Scipione (con una certa enfasi) Io avevo un cuore.
Cesonia Bisogna avere la tua età per pensare che il cuore si possa perdere o cambiare.

Più tardi, Caligola, incontra l'amato Scipione:

Caligola Recitami una poesia.
Scipione No, Cesare, ti prego.
Caligola Perché?
Scipione Non ce l'ho qui.
Caligola Non te la ricordi a memoria?
Scipione No, dimentico sempre ciò che ho amato troppo.
Caligola Ecco la tua prima frase sincera. Dimmi almeno il contenuto.

Insieme, i due, daranno vita ad uno scambio di pensieri tra i più belli della letteratura; una descrizione della natura e della solitudine dell'animo umano, talmente poetica che il lettore coinvolto non riuscirà ad evitare la commozione. 
Nel terzo atto Scipione non ha ormai più paura di parlare apertamente al suo sovrano:

Scipione Dopo aver insanguinato la terra, hai sporcato anche il cielo.
Cesonia (calmissima) Attento, ragazzo mio. C'è gente che muore a Roma in questo momento, per aver detto molto meno.
Scipione Io ho deciso di dire la verità a Caligola.
Caligola (interessato) Dunque, Scipione, tu credi agli dei?
Scipione No.
Caligola Allora non capisco. Perché ce l'hai tanto con quelli che bestemmiano?
Scipione Si può non credere in qualcosa senza sentirsi per questo obbligati a insudiciarla o negare agli altri il diritto di crederci. 

Ma è lo scambio di battute con Cherea che porta Caligola alla vera presa di coscienza:

Cherea Non si può amare in un altro ciò che si cerca di nascondere in sé stessi. 
Caligola Perché mi odi?
Cherea Qui ti sbagli, Caligola. Io non ti odio. Ti considero dannoso e crudele, egoista e vanesio. Ma non posso odiarti, perché non ti ritengo felice.
Caligola Tu sei intelligente. E l'intelligenza si paga cara, o la si rifiuta. Perché vuoi rifiutarla? 
Cherea Perchè ho voglia di vivere e di essere felice. E credo che le due cose non siano possibili se si spinge l'assurdo fino alle estreme conseguenze.

Ed è sempre Cherea ad enunciare, nel quarto e ultimo atto una verità innegabile sul suo imperatore:

Cherea [...]quest'uomo ha esercitato su di me una innegabile influenza. Mi costringe a pensare. Costringe tutti a pensare. L'insicurezza, ecco cos'è che fa pensare. E' per questo che è tanto odiato. 

La folle crudeltà di Caligola si esprime anche sul finale quando Cassio, uno dei suoi fedelissimi, subisce l'esercizio malato del suo potere e viene condotto a morte:

Cassio (esagerato) Giove, prendi la mia vita in cambio della sua.
Caligola (chiama due guardie) Portatelo via.
Cassio (vagamente preoccupato) Ma dove mi portano?
Caligola (girandosi verso di lui, improvvisamente serio) La vita, Cassio. Se tu l'avessi amata davvero, non te la saresti giocata così incautamente.

Fino all'ultimo, Caligola ci tiene con il fiato sospeso. Quando pensiamo che tutto sia già accaduto, che altro di tragico non possa avvenire, lui parla e dimostra il contrario. Sarà protagonista anche del suo epilogo, che già conosce. E, nella sua insanità, ci avvicina a lui con un ultimo colpo di coda. Si aggira per la stanza, inerme, in mano uno specchio:

Caligola E' buffo.[...]I vivi non bastano a riempire l'universo e vincere la noia. Quando ci siete tutti, mi fate sentire intorno un vuoto così sconfinato da restarne accecato. Io non sto bene che in mezzo ai miei morti.

Caligola, che voleva la luna, che cercava l'impossibile sapendo di non poterlo avere. Desiderio e tenerezza, violenza e... Amore. Questo è, paradossalmente, Caligola. Così come pensato da un meraviglioso Albert Camus nella versione del 1941; Camus che ha lavorato a questo testo per quasi vent'anni, elaborandone tre stesure. Noi non possiamo che ringraziarlo: per aver dato voce alla passione, nobilitato l'eros come forza vitale, averci fatto abbandonare al delirio. Ma soprattutto per aver utilizzato "il teatro come vocabolario" ed espresso una solida verità: "si recita". Concludo con le parole dell'autore: "Caligola acconsente a morire perché ha capito che nessun essere può salvarsi da solo e che non si può essere liberi se non contro gli altri uomini".

Chapeau.






   


sabato 23 dicembre 2017

LA TUA LIBRERIA: ENRICA

"Risero alcuni di quel mutamento, ma egli li lasciava ridere e non vi badava; perché sapeva bene che molte cose buone, su questo mondo, cominciano sempre col muovere il riso in certa gente."

- Charles Dickens, Canto di Natale (1843)




DINAMICA

La lettrice di oggi è un'appassionata della saga di Harry Potter, che colleziona in tutte le lingue del mondo. Ama il fantasy in generale, come dimostra la sua venerazione per le leggende celtiche e le musiche irlandesi, che riproduce col flauto traverso.  
La libreria in verticale, simpatico elemento d'arredo, spezza la classicità dell'ambiente e lo rende più allegro. Le due porte mi fanno pensare alla scena di "Labyrinth", in cui un meraviglioso David Bowie nei panni di Jareth, re dei Goblin, obbliga Sarah a scegliere, attraverso un enigma, tra la porta che conduce al castello o quella che conduce a morte certa. 

Le scelte dei tre libri Enrica ce le motiva così:

1. ORGOGLIO E PREGIUDIZIO 
Jane Austen (1813)
Per non perdere mai la voglia di innamorarsi e sentirsi un po' come una Lizzy moderna; perché anche se i tempi sono cambiati, a far da padrone sono sempre la paura, l'orgoglio e sopra a tutti, il falso pregiudizio.

2. HARRY POTTER E LA PIETRA FILOSOFALE 
J.K. Rowling (1997)
Fantasy epocale di un'umanità toccante. Geniali i personaggi: così veri e così toccanti da farti rimanere legato a loro nel corso degli anni. Scelgo il primo libro perché è l'origine di tutto. 

3. CANTO DI NATALE
Charles Dickens (1843)
Significativo l'arrivo degli spiriti. Credo che rappresentino insieme la consapevolezza e il cambiamento di ognuno. Gli incontri di Scrooge con i fantasmi hanno l'aspetto di una seduta in cui ti trovi a riflettere su chi sei stato, sugli errori fatti e sulle cose non dette. E grazie al romanzo scopri pian piano che non è mai troppo tardi per migliorarsi.

Tre scelte molto diverse. Ormai costante della nostra rubrica del sabato è una presenza femminile forte, sia a livello di autrici che di eroine dei romanzi. Il genere fantasy non incontra il mio gusto letterario; il classico di Dickens invece sì: di un'eternità universale. 






giovedì 21 dicembre 2017

SCOZIA: UN'ESTATE DA LIBRAIE - GIORNO 7

"Il ricordo degli uomini non ha mai la luminosa chiarezza che ha quello delle donne."

- Marguerite Duras, L'amante (1984)













The Old Station House

Barbados Villa

WIGTOWN WOMEN'S WALK

sabato 16 dicembre 2017

LA TUA LIBRERIA: FABRIZIA

"Nessuno, mai, riesce a dare l'esatta misura di ciò che pensa, di ciò che soffre, della necessità che lo incalza, e la parola umana è spesso come un pentolino di latta su cui andiamo battendo melodie da far ballare gli orsi mentre vorremmo intenerire le stelle."

- Gustave Flaubert, Madame Bovary (1856)







AVVOLGENTE

Ricevere la libreria di oggi è stato più che un onore. Appartiene alla mia professoressa di francese delle scuole superiori. Lo spazio
dedicato alla lettura e ai suoi libri (uno degli spazi) mi ricorda moltissimo la sua persona; me la immagino addirittura mentre è alle prese con un testo.

Costretta a sceglierne tre, i libri che Fabrizia ha definito meravigliosi sono:

1. LES MOTS
   Jean Paul Sartre (1963)
Celebrazione della lettura; di tutti quei mondi alternativi che i libri creano e attraverso cui proviamo a salvarci. È la storia autobiografica di un'infanzia trascorsa rinchiuso nella mastodontica biblioteca del nonno, apparentemente al riparo dal mondo esterno, più realisticamente in cerca di amici che trova nei testi. Ma è soprattutto una storia sul proprio rapporto con le parole. L'incontro tra la lettura e Sartre avviene prestissimo, a circa quattro anni, ma quest'opera viene scritta a quasi sessanta e, a posteriori, l'autore non descrive la sua giovinezza come un momento idilliaco
Scrittore e filosofo esistenzialista d'immensa portata, Sartre rifiuterà il nobel nel 1964, rimanendo per molti (giovani) il simbolo della ribellione e dell'anticonformismo del Dopoguerra. 
2. MADAME BOVARY
   Gustave Flaubert (1856)
La prima pubblicazione del testo sulla Revue de Paris viene censurata per "offese alla morale pubblica e religiosa". La vicenda s'ispira ad un fatto realmente accaduto all'epoca in una cittadina della Normandia: una giovane donna, dopo una vita di tradimenti al marito, si toglie la vita con del veleno. Romanzo di una tragicità sublime, si rivela essere un affresco sociale e psicologico di un paese di provincia. Emma Bovary si divide tra la ricerca di un mondo romantico e letterario che desidera da sempre, e la vita vera, che è quella, appunto, di provincia, al fianco di un uomo buono ma che non le da stimoli. Flaubert crea un manifesto contro le convenzioni che ha moltissimo da dire anche ai nostri tempi e che fa emergere turbamenti e tensioni psicologiche appartenenti non solo alla protagonista e allo scrittore ma, nel più profondo, ad ognuno di noi.

3. L'ÉTRANGER
   Albert Camus (1942)
Ambientato ad Algeri. Seguiamo da vicino, perché raccontate in prima persona, le (poche) vicende di Mersault: talmente da vicino che risulta quasi impossibile non identificarsi in lui. E con Mersault si vive la sensazione di indifferenza alle cose, alle persone, alla vita. Il protagonista si renderà colpevole di un fatto tragico e senza via d'uscita che farà emergere l'assurdità dell'esistenza umana e la sensazione di totale alienazione. Dirompente la forza narrativa di Camus nel trasmettere attraverso le parole i pensieri più veri che si scatenano nell'individuo, anche quando quest'ultimo conduce una vita che dall'esterno appare "normale".

Tre romanzi forti, tre lotte alle convenzioni sociali che opprimono da sempre la persona, tre autori all'avanguardia. Soccombo al mio debole per Camus e ricordo ancora quando L'Étranger ci venne assegnato in adolescenza come lettura estiva. L'ho compreso più tardi e non me ne sono più liberata.








giovedì 14 dicembre 2017

SCOZIA: UN'ESTATE DA LIBRAIE - GIORNO 6


"È vero, le cose possono cambiare in un giorno".

- Arundhati Roy, Il Dio delle piccole cose (1997)






DAY OFF

Come preannunciato nello scorso post e invogliate dal magnifico sole, oggi teniamo chiusa la libreria! Alla Open Book sei libero di fare anche questo, e deciderlo la mattina stessa. A Wigtown esistono dieci librerie, oltre alla nostra e a quella di Shaun, quindi ne approfittiamo per visitarne alcune; non prima però di aver scelto il Glaisnock Cafè per la colazione. Il posto ce lo ricordiamo soprattutto per la location, tipica di questi edifici scozzesi: si presentano come normali casette ma hanno tutte dei meravigliosi giardinetti interni che non ti aspetti. Per un attimo pensi che potresti passare la vita lì a leggere e mangiare degli scones.
Non ci facciamo mancare il giro e gli acquisti al mercato del sabato, composto da sei banchi; incontrare Nanette, la signora che ci portò gli shortbread, ci fa sentire un po' a casa. Ci regala metà della sua pagnotta e al mio "Nanette, guarda, stiamo incrementando l'economia della città!" riderà per circa cinque minuti, perché ho usato la parola "città" per riferirmi a Wigtown.
Prendiamo il primo autobus per Whithorn Isle e siamo anche le uniche. Arriviamo in questo piccolo porto e mangiamo all'aperto, sul molo, nell'unico vero pub rimasto sull'isola, The Steam Packet: una zuppa bollente e l'immancabile fish and chips. Mancano solo i marinai, che da un momento all'altro ti aspetti di veder spuntare all'orizzonte e ritrovarsi qui. Sentendoci un po' marinaie anche noi perlustriamo la costa dell'isola e ci fermiamo a guardare il mare d'Irlanda, il vento freddo in faccia ma una sensazione di libertà assoluta. 
Tutte contente torniamo verso la fermata per il ritorno quando notiamo un ragazzo, incontrato poco prima al pub, che ne scazzotta un altro e lo stende a terra. La magia della Scozia e la gioia della giornata per un attimo finiscono lì, quando ci ricordiamo che gli scozzesi sono anche gran bevitori. Siamo talmente sconvolte che anche se il primo autobus che arriva si dirige a sud verso Port William per poi tornare a passare di lì e andare a nord verso Wigtown, noi saliamo lo stesso. In silenzio shock e in solitaria con l'autista attraversiamo per due ore la verde campagna del Dumfries and Galloway. Mai state più felici di ritornare nel nostro appartamento sopra la Open Book

sabato 9 dicembre 2017

LA TUA LIBRERIA: DANIELA

"C'è una specie di fato che perseguita le nostre buone decisioni. Ci si decide sempre troppo tardi."

- Oscar Wilde, Il ritratto di Dorian Gray (1890)



ORIGINALE

Bellissima l'idea di raggruppare i libri in cassette di legno rovesciate che sembrano proteggere i testi e al contempo scaldano l'ambiente. Brava, Daniela!

I tre libri che la lettrice di oggi considera irrinunciabili sono:
1. IL RITRATTO DI DORIAN GRAY 
Oscar Wilde (1890)
Ambiguo.
Impossibile non pensare a Wilde come ad uno stratega. Impossibile non considerare ancora oggi l'idea di un quadro che invecchia al posto del protagonista come un concetto d'avanguardia. Tutto quello che questo geniale meccanismo scatena nel romanzo fa emergere verità universali sull'essere e sull'atteggiamento delle persone. Romanzo sulla bellezza, contro le regole imposte dalla società, che esalta la libera espressione di sè; di cui è facile, però, cadere vittima.
Bellissimi i personaggi e meravigliosa l'atmosfera vittoriana.
2. IL PROFUMO DELLE FOGLIE DI LIMONE 
Clara Sànchez (2010)

Crudele.
Dal titolo non si direbbe. Perché è un titolo che evoca buoni odori, colori e sensazioni di tranquillità. Si è immediatamente catapultati su un'incantevole costa spagnola vicino ad Alicante, caratterizzata da paesaggi soleggiati e immagini poetiche. Paesaggi che ricoprono un ruolo fondamentale ma che si contrappongono alla terribile scoperta che farà la protagonista del racconto; scelta che farà precipitare l'idillio, scardinerà ciò che lei credeva vero e, intrecciando storia personale e sociale, obbligherà la sua coscienza a fare una scelta definitiva.  

3. E VENNE CHIAMATA DUE CUORI 
Marlo Morgan (1990)
Dibattuto.
Prima di tutto chi scrive è una donna, ed è importante saperlo perché la vicenda è fortemente autobiografica. La scrittrice è un medico che, ad un certo punto della sua vita, si reca in Australia e trascorre un periodo con gli aborigeni; è lì che inizia a scrivere ed è del loro stile di vita che scrive, di quell'esperienza che le cambia la vita. Il libro non viene ben visto dalla maggior parte degli australiani ma suscita anche l'ira di alcuni aborigeni, che si oppongono alla realizzazione di un film a riguardo.

Per il secondo sabato consecutivo, uno scrittore irlandese tra le scelte e ,come sempre, una forte presenza femminile.Scelte che sembrano agli antipodi quelle di Daniela, ma che svelano storie in cui il principale fattore comune è un'individuo (uomo o donna) in perenne lotta con sé stesso, messo alla prova sia dalle vicissitudini della vita ma anche dal suo modo di essere. Vi ci ritrovate?




giovedì 7 dicembre 2017

SCOZIA: UN'ESTATE DA LIBRAIE - GIORNO 5

"In ogni rapporto tra esseri umani si stabilisce un ritmo che è loro proprio, e sarà ripreso ogni volta che si trovano insieme."

- Nadine Gordimer, Nessuno al mio fianco (1994)


LIBRERIA, LUOGO D'INCONTRI

Arrivate al quinto giorno possiamo dire di essere affezionate al nostro piccolo negozio e di aver instaurato un certo ordine nelle attività mattutine da svolgere, che è più o meno questo:
- pulizia della moquette (sì, è sempre ovunque)
- scelta di una frase invitante per la lavagnetta da mettere sul  marciapiede
- ricerca della compilation giusta per la giornata
- riordino o cambiamento generi letterari nelle scaffalature (si è liberi di crearne di nuovi grazie alle etichette autoprodotte)
- aggiornamento del blog della Open Book.
- cura dei fiori di Rosemary, la proprietaria, che abbelliscono le vetrate (il primo giorno lei si raccomanda d'innaffiarli spesso ma grazie alla nostra costanza i fiori appassiranno in brevissimo tempo.)

Oggi incontriamo i primi connazionali! Avendo letto "Italy" sulla lavagna all'esterno non possono fare a meno di entrare; da buoni italiani stiamo circa un'ora a parlare, in versione ritrovo di vecchi amici: ci danno molti consigli sulla zona sud della Scozia (con le sue colline, le foreste e i parchi naturali), nella quale vengono da diversi anni; turisticamente sottovalutata rispetto al nord quest'area si presenta ancora molto inesplorata e grezza. Ci nominano il Grey Mare's Tail (una riserva naturale con meravigliose cascate) e ci viene voglia di andarla a vedere subito.
Si finisce, ovviamente, a parlare del nostro paese, nel bene e nel male, come si fa per ogni rapporto d'amore. In libreria ci s'incontra in una dimensione talmente bella che notiamo il loro lieve dispiacere nel salutarci e uscirne.
I consigli di viaggio non sono finiti: torna l'insegnante di Manchester del primo giorno e ci parla della Isle of Whithorn, una deliziosa baia rocciosa facilmente raggiungibile in autobus; luogo dove spesso si rifugia la domenica. E ci racconta un po' della sue scelte di vita. 
Dopo aver ricevuto questi stimoli esplorativi, anche voi avreste tenuto chiuso il giorno dopo per andare a vedere almeno uno dei due posti. 

Venerdì sera è la "Burger Night" al pub del paese, The Craft: serata che attendiamo dal nostro arrivo. Avendo scoperto che il sabato per Wigtown è anche giorno di mercato ci autoconvinciamo che sia doveroso, il giorno seguente, comportarsi da vere abitanti e giustificare un giorno di assenza dalla libreria per: ricco brunch in uno degli invitanti posticini sulla via, giro al mercato e nelle botteghe, gita fuoriporta. Come programma suona irrinunciabile, cosa ne dite?  

  

sabato 2 dicembre 2017

LA TUA LIBRERIA: SAMANTA

"Sono di volta in volta maliziosa, allegra, languida, malinconica. Sono ben radicata, eppure fluttuo."

- Virginia Woolf, Le Onde (1931)



WORK IN PROGRESS

Grazie a Samanta, con la quale apriamo il mese di Dicembre e che mi scrive: "in attesa di possedere una casa con apposita stanza-biblioteca e annesso salottino privato per la lettura, mi accontento di una normalissima scaffalatura Ikea. Divisa per letterature nazionali e generi (cioè due: letteratura e tutto il resto), per autori e per ordine cronologico (farei la felicità dei librai no?)." 

Sui 3 libri scelti Samanta ci tiene a precisare che sono, tra i tanti che la rispecchiano, quelli che in questi anni sente più affini:

1. POESIE 
W.B. Yeats (1927)
Intenso.
Yeats, il poeta irlandese per eccellenza. Ricordiamo il suo grande amore per l'Irlanda e la passione struggente per Maud Gonne, attrice teatrale e giornalista ma soprattutto donna carismatica, anticonformista e cosmopolita: è tuttora considerata, a ragion veduta, la paladina d'Irlanda. La passione del poeta rimarrà, purtroppo, non corrisposta, anche se una profonda amicizia li legherà per tutta la vita. Proprio da questi due grandi amori, la sua terra e la donna desiderata, Yeats attingerà una miriade di versi poetici rimasti immortali.

2. LE ONDE
Virginia Woolf (1931)
Ritmico.
La sagace scrittrice di Londra, tra le fondatrici del circolo letterario di Bloomsbury. Racconta una storia affascinante, di sei personaggi e dei loro moti interiori, che s'incontrano, s'infrangono, si ribellano e tornano, appunto, come onde. Definito da Marguerite Yourcenar come un "racconto musicale", invita a lasciarsi trasportare dal ritmo fluente del racconto, piuttosto che dalla trama.

3. PASSAGGIO IN INDIA 
E.M. Forster (1924)
Disincantato.
Scontro di culture: quella dei coloni inglesi e quella della popolazione indiana. Inizi anni venti. Lo definisco disincantato perché non risparmia considerazioni critiche ai comportamenti di entrambi i popoli; il romanzo non si schiera dalla parte né dell'impero né delle colonie. Lucido e realistico, grazie anche all'esperienza che lo stesso autore ha fatto in India, fa però riflettere sull'atteggiamento arrogante e distruttivo di chi arriva per conquistare un territorio e la sua gente.

Tra i libri di oggi sottolineiamo l'appartenenza al mondo britannico e ad una cultura che ancora oggi influenza il nostro immaginario collettivo. Samanta mi trova molto affine ai suoi gusti; partirei dalla Woolf. Voi?

giovedì 30 novembre 2017

SCOZIA: UN'ESTATE DA LIBRAIE - GIORNO 4

"Porto via con me i libri mandati in esilio, do loro una seconda vita."

- Erri De Luca, Il giorno prima della felicità (2009) 







THE BOOK SHOP

Del 24 Agosto ricordiamo principalmente questo: la visita alla libreria di Shaun Bythell, il personaggio dai capelli rossi conosciuto la volta scorsa. Entriamo dentro The Book Shop e ci chiediamo cosa avessimo aspettato fino ad ora: incredule, vaghiamo tra le stanze in preda al misticismo, quasi come Dante e Virgilio sulle rive dell'Ade. Ma esiste davvero un posto così? Sì; e supera la fantasia. Il nostro Caronte arriva e, nonostante il negozio sia pieno di anime, ci accompagna in un meraviglioso tour esplorativo. L'atmosfera retro che si respira (e si vede) è frutto dell'unione di elementi tipicamente British, motivi scozzesi e ambienti bohémien. Saliamo la grandissima scalinata che porta i lettori al piano superiore, poi ancora un'altra che permette l'accesso alla sua abitazione. Nessuna porta, la casa è collegata al negozio in una sorta di open space verticale. L'idea che tu debba passare attraverso scaffali di libri modello biblioteca per accedere a casa tua rimane per me un pensiero bellissimo. Si aggiungono splendidi elementi vittoriani: l'altezza e la grandezza delle stanze, il mobilio ricercato (o personalmente costruito) ma grezzo. Per paura che fosse un sogno chiediamo anche di poter fare un video. Ci colpisce, oltre alla vasca da bagno dai piedi dorati, il soggiorno: per metà occupato da un lungo tavolo, un enorme camino, un pianoforte. E la luce inondante che entra dalle grandi vetrate. Pensiamo ad un romanzo. Scopriamo che la stanza è luogo di ritrovo e banchetti per gli scrittori che qui alloggiano durante il Wigtown Book Festival, manifestazione letteraria che si tiene gli ultimi dieci giorni di Settembre. Non possono mancare nè una serra, il cui balcone si staglia sulla baia di Wigtown, nè un curatissimo giardino. Quando chiedo se ci sono anche le racchette da Badminton e mi vengono mostrate, smetto ufficialmente di fare domande.
Nella libreria una singola stanza è dedicata alla letteratura scozzese; rimangono impressi un'invitante postazione di lettura, che ricorda un setting di Sherlock Holmes e un soppalco, definito "Lover Bed", dotato di un materasso matrimoniale; per chiunque desideri  leggere in modo più rilassato e lontano da occhi indiscreti.


La sera, a cena, Shaun ci prepara lo  Skullen Skink, tipica zuppa scozzese che, senza complimenti, riprendo quattro volte, per poi passare direttamente al tegame. Ci vengono dati preziosi consigli sulla gestione del tipo di libreria che vorremmo aprire. Soprattutto però, ci viene fatto un regalo: due copie del libro scritto da Shaun Bythell - The Diary of a Bookseller (Diario di un libraio), che verrà pubblicato da Einaudi in Italia a Febbraio 2018, e che narra le reali peripezie di un simpatico (ma non troppo) venditore di libri. Nel Regno Unito sta andando a ruba; io, fossi in voi, mi affretterei...   

sabato 25 novembre 2017

LA TUA LIBRERIA: CRISTIANO

"È tuttavia un bene che la speranza non cessi di batterci sulle spalle, perché ci ricorda l'esistenza di un paesaggio più vasto e ci aiuta a vivere nei momenti peggiori."

- Susan Vreeland, La passione di Artemisia (2001)



BRILLANTE

La libreria di Cristiano si presenta ricca, oltre che di libri, anche di quegli oggetti d'arte che lui ama raccogliere in qualche prezioso mercatino o addirittura fabbricare.
Tra gli autori dei tre libri da lui individuati spiccano due nomi di donne. Ed è proprio di una donna, protagonista di uno dei testi, la citazione che ho proposto sopra. Riportare le parole di Artemisia oggi, nella giornata della violenza contro le donne, l'ho trovato quasi doveroso.

Nell'ordine, i libri scelti da Cristiano:

- GIULIANO
  Gore Vidal (1964)
  Biografico.
Ricostruzione romanzata della vita dell'ultimo imperatore pagano. Nipote di Costantino (l'imperatore dell'editto che promosse il Cristianesimo a religione di Stato), Giuliano salì al trono, pur  senza volerlo e quasi per caso, nel 361 d.C. all'età di trent'anni. Coi barbari sempre più minacciosi ai confini dell'impero e nell'animo il mito dell'occupazione della Persia sulle orme di Alessandro Magno, Giuliano si distinse per la sua cultura, l'inclinazione alla filosofia e all'idealismo. Un vero uomo "greco" che, fuori tempo massimo, tentò disperatamente di recuperare in chiave moderna il patrimonio culturale ereditato dall'Ellenismo, i riti e gli dei della religione greca, emanando editti sulla libertà religiosa e facendo emergere le contraddizioni di un "Cristianesimo del potere". Uomo tollerante e moderno, forse troppo per il suo tempo, Giuliano perse la sua vana battaglia dopo soli due anni, nel 363, ucciso nelle terre d'Oriente ma sconfitto innanzitutto dalla Storia, dal suo slancio ingenuo, decadente e anacronistico, eppure così romantico.

- L'AGNESE VA A MORIRE
  Renata Viganò (1949)
  Coraggioso.
Nel titolo il destino. Quello di una donna di mezza età che si ritrova per caso nel mezzo della guerra dopo l'uccisione del marito da parte dei nazisti. Agnese diventa presto risorsa preziosa della Resistenza, punto di riferimento e "madre" per i tanti giovani partigiani che, nelle Valli di Comacchio, resistono ai tedeschi e lottano per la libertà. Fino alla fine del romanzo quando, a guerra praticamente finita, l'Agnese non abbraccia il suo destino, inevitabilmente, restando "sola, stranamente piccola, un mucchio di stracci neri sulla neve".

- LA PASSIONE DI ARTEMISIA
  Susan Vreeland (2001)
  Vorace.
Artemisia Gentileschi, figlia del pittore Orazio, pittrice a sua volta fin dall'infanzia, usa l'arte per fuggire dalla realtà, esprimere il proprio talento puro e affermarsi in un mondo di uomini. Donna forte e tenace, resiste alle umiliazioni più bieche nel corso di un processo che lei stessa e il padre avevano voluto a carico di Agostino Tassi, pittore amico del padre, più volte violentatore di Artemisia. Il processo però diventa l'occasione per dubitare dell'integrità e della sincerità di Artemisia, più volte offesa ed esposta allo scherno, al punto che anche il padre, temendo per la propria carriera, l'abbandonerà. La dignità di Artemisia e la sua straordinaria forza d'animo le impediranno di piegarsi alla logica del sopruso, consentendole, pur tra molte difficoltà, di affermarsi come artista di livello, pittrice moderna e originale in un mondo (e in un tempo) dominato dagli uomini.

Tra le scelte di Cristiano è innegabile il forte legame e la passione che lo uniscono alla Storia. Devo però ammettere che, dopo queste sentite recensioni, anche ai non appassionati di Storia, viene voglia di prendere in considerazione almeno due dei titoli proposti. O sbaglio?