#thesleepyhamlet

venerdì 10 novembre 2017

STAND BY ME

"Le cose più importanti sono le più difficili da dire."

"The most important things are the hardest things to say."


-Stephen King, Different Seasons (1986)





Non è altro che un racconto, Stand by Me; il racconto di un libro diviso in quattro parti, ognuna collegata ad una stagione. 
Si parte con la primavera (dal cui testo verrà tratto il film Le ali della libertà, con Morgan Freeman).
Curiosamente Il corpo (The Body), che è il vero titolo di Stand by Meappartiene al capitolo L'autunno dell'innocenza (Fall from Innocence). "Fall", che in inglese ha il doppio significato di "autunno" e "caduta". 
Curiosamente perché, in italiano, viene sottotitolato Ricordo di un'estate, così come nel famoso film che Rob Reiner dirigerà nel 1986 (con un indimenticabile River Phoenix tra i protagonisti)
Ed è di un estate che effettivamente si tratta. Di quattro ragazzi, quattro come le stagioni. Di amicizia. Di scelte. Di avventura. Di morte. Della scoperta, non solo di un corpo.
Impossibile non pensare alle analogie con la recente serie Stranger Things. Che viene da chiedersi se non siano sempre le stesse cose, in fondo, ad attirarci tanto.
E comincia così, Stand by Me, proprio con la difficoltà di raccontarle, certe cose: per paura di sminuirle, di toglierle da un posto sicuro, senza sapere quanto chi le ascolterà potrà cogliere del significato che hanno per noi. Quanto male e bene fanno insieme.

La prima volta che vedo il titolo del racconto è in seconda media, sul foglio consegnato dall'insegnante d'italiano, alla fatidica voce "letture estive".
Per non so quale inconscia avversione, non sono mai riuscita a prendere in mano un libro consigliato da un'insegnante per l'estate.
Quindi leggo Stand by Me più avanti, per caso, a sedici anni. E me ne innamoro.E penso che sarebbe stato ancora più emozionante leggerlo a tredici. E poi rileggerselo da grandi, a qualsiasi età. Ora, per esempio, che è autunno inoltrato ed è un po' più facile, guardando le foglie e i colori, immaginarsi perché Stephen King abbia scelto di associare l'innocenza ad una stagione tanto intensa, a tratti malinconica e così spietatamente incantevole.
  

2 commenti:

  1. Da provare! Purtroppo ho visto solo la versione cinematografica! Mea culpa. Voglio metterlo fra la lista di quelli da leggere!Così potrò disquisire con te su questo libro!

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