#thesleepyhamlet

giovedì 14 dicembre 2017

SCOZIA: UN'ESTATE DA LIBRAIE - GIORNO 6


"È vero, le cose possono cambiare in un giorno".

- Arundhati Roy, Il Dio delle piccole cose (1997)






DAY OFF

Come preannunciato nello scorso post e invogliate dal magnifico sole, oggi teniamo chiusa la libreria! Alla Open Book sei libero di fare anche questo, e deciderlo la mattina stessa. A Wigtown esistono dieci librerie, oltre alla nostra e a quella di Shaun, quindi ne approfittiamo per visitarne alcune; non prima però di aver scelto il Glaisnock Cafè per la colazione. Il posto ce lo ricordiamo soprattutto per la location, tipica di questi edifici scozzesi: si presentano come normali casette ma hanno tutte dei meravigliosi giardinetti interni che non ti aspetti. Per un attimo pensi che potresti passare la vita lì a leggere e mangiare degli scones.
Non ci facciamo mancare il giro e gli acquisti al mercato del sabato, composto da sei banchi; incontrare Nanette, la signora che ci portò gli shortbread, ci fa sentire un po' a casa. Ci regala metà della sua pagnotta e al mio "Nanette, guarda, stiamo incrementando l'economia della città!" riderà per circa cinque minuti, perché ho usato la parola "città" per riferirmi a Wigtown.
Prendiamo il primo autobus per Whithorn Isle e siamo anche le uniche. Arriviamo in questo piccolo porto e mangiamo all'aperto, sul molo, nell'unico vero pub rimasto sull'isola, The Steam Packet: una zuppa bollente e l'immancabile fish and chips. Mancano solo i marinai, che da un momento all'altro ti aspetti di veder spuntare all'orizzonte e ritrovarsi qui. Sentendoci un po' marinaie anche noi perlustriamo la costa dell'isola e ci fermiamo a guardare il mare d'Irlanda, il vento freddo in faccia ma una sensazione di libertà assoluta. 
Tutte contente torniamo verso la fermata per il ritorno quando notiamo un ragazzo, incontrato poco prima al pub, che ne scazzotta un altro e lo stende a terra. La magia della Scozia e la gioia della giornata per un attimo finiscono lì, quando ci ricordiamo che gli scozzesi sono anche gran bevitori. Siamo talmente sconvolte che anche se il primo autobus che arriva si dirige a sud verso Port William per poi tornare a passare di lì e andare a nord verso Wigtown, noi saliamo lo stesso. In silenzio shock e in solitaria con l'autista attraversiamo per due ore la verde campagna del Dumfries and Galloway. Mai state più felici di ritornare nel nostro appartamento sopra la Open Book

2 commenti:

  1. Sembra di vederli i posti che descrivi, i ricordi si confondono con le tue parole, le colline più verdi del verde, la zuppa gustata all'aperto, quei posticini come dici tu dall'apparenza normale ma che nascondono sensazioni, colori e voci, la solitudine verde e grigia di tutto quanto ti circonda, i due colori predominanti della Scozia, senza dimenticare l'azzurro quando il cielo si rivela in tutto il suo splendore...grazie per questi tuoi racconti!

    RispondiElimina
  2. Caro anonimo, devi essere tormentato anche tu dalla Scozia per descriverla così bene! Grazie a te.

    RispondiElimina