#thesleepyhamlet

giovedì 11 gennaio 2018

SCOZIA: UN'ESTATE DA LIBRAIE - GIORNO 10

"Un luogo non è mai solo "quel" luogo: quel luogo siamo un po' anche noi. In qualche modo, senza saperlo, ce lo portavamo dentro e un giorno, per caso, ci siamo arrivati."

- Antonio Tabucchi, Viaggi e altri viaggi (2010)








 IL PUB

Oggi decidiamo di fare la pizza; penso che l'intenzione iniziale fosse offrirne un po' alla clientela ma il caso ha voluto che capitasse a Wigtown una ragazza italiana che vive a Edimburgo. Emanuela aveva lavorato in un'altra libreria del paese l'anno prima. Va da sé che, verso l'una, iniziamo e finiamo in tre una teglia rettangolare di pizza nello sgabuzzino della libreria, lasciando ai clienti giusto il profumo. 
Stasera ritrovo al pub "The Craft", che al piano superiore dispone di una mini libreria con testi in vendita. Questo pub in particolare ha anche una piccola sala ristorante, quattro camere da letto e ospita un circolo di lettura l'ultimo giovedì del mese.    
Ci sono Finn (tra gli organizzatori del Wigtown Book Festival), Shaun (il libraio), Jessica (che ha gestito la nostra prenotazione a "The Open Book"), Emanuela, Ben e Beth (musicisti locali del gruppo "The Bookshop Band" appena rientrati dal Festival di Edimburgo). L'atmosfera è bellissima. Prima di tutto perché, chi ama la Gran Bretagna lo sa, il pub (dopo il lavoro) è cultura e aggregazione. Secondo perché ci danno una notizia incredibile:la coppia francese che doveva arrivare domani a gestire la libreria ha disdetto! Oggi doveva essere il nostro penultimo giorno e invece siamo invitate a restare alla "Open Book". Faccio presente che almeno tre persone ci avevano offerto alloggio per i giorni liberi prima del rientro in Italia: l'accoglienza scozzese è impagabile. La serata finisce per tutti a cena da Shaun, di fronte al pub. Quindi immaginatevi questa cucina accogliente, cibo semplice e buono da condividere, noi sedute al tavolo e persone che continuano ad entrare in una casa che è, a tutti gli effetti, un porto di mare. Entra Ed, un signore di Londra che sta sistemando un rudere nella campagna scozzese; entra una coppia (lei danese e lui inglese) che non trascorre mai più di due anni in un paese: per Wigtown hanno fatto un'eccezione perché sono qui da cinque. E trascorriamo la serata in compagnia, dialogando con interessanti sconosciuti, raccontandoci pezzi di vita e tradizioni diverse. Lo ammetto, mi sono anche immaginata che fossimo un circolo letterario d'altri tempi che avesse quello come luogo di ritrovo. Molto più semplicemente, questa sera, questa casa si rivela come  un posto in cui sentirsi parte di una comunità, senza pretese. L'esperienza in libreria a Wigtown è anche questo: provare per credere.










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