#thesleepyhamlet

sabato 20 gennaio 2018

LA TUA LIBRERIA: SARA

"La verità ti renderà libero. Ma solo quando avrà finito con te."

- David Foster Wallace, Infinite Jest (1996)



RAPSODIA MILANESE

Questa foto mi arriva una sera, seguita solo da un elenco di sei libri. E io le lascio esattamente così, l'immagine e la lista; perché mi parlano di lei, di come le cose le ha sempre fatte a modo suo: interpretandole. E' una ballerina, è una leonessa, è mancina. Soprattutto, ci siamo trovate nella stessa classe al liceo, teatro di quelle affinità elettive che, se germogliano, distruggeranno per sempre qualsiasi concezione umana di distanza temporale e spaziale. Ci sono legami che appartengono, come i libri, all'eternità.  
Sara ci tiene a sottolineare che più che per originalità la scelta del collage è stata fatta perché:  "c'ho una casa di 40 metri quadri, e i libri li devo impilare a c***". Mi stende sempre quando uccide la poesia con la realtà.

Originale si rivela anche nel modo in cui sceglie le opere, perché lei, ignorando la richiesta del blog, decide di darmi tre titoli per categoria: tre romanzi e tre graphic novel. "Che vuoi di più?", mi scrive. In effetti. Non volevo poi rischiare di smorzare lo slancio. In un ultimo messaggio mi dice: "Poi ti do gli spiegoni, forse". Che me li mandasse, non ci ho mai sperato.
E invece, la sera prima di questa rubrica, arrivano anche loro:

1. INFINITE JEST
David Foster Wallace (1996)

Perché costruisce un mondo dove ti puoi perdere e ritrovare. Tratta tutto, famiglia ambizione dipendenza innamoramento mistero distopia lotta disabilità, con il tratto di Wallace, genio e pace all'anima sua. Intimo ma totale, con un senso dell'umorismo che non si svela mai, che si fa cercare nel nero, con piccole perle di tenerezza che lui sa mettere qua e la. Così forte e fragile.

2. NOVE RACCONTI
J.D. Salinger (1953)

È il meno conosciuto dei suoi, povero, ne ha scritti solo quattro in tutto. Mantiene la freschezza de "Il giovane Holden", intesa come sguardo giovane sulle cose, ma a piccole dosi; sono racconti. Ingenuità profonda e tratteggi di malinconia. Sguardo curioso, sempre, fra dentro e fuori.

3. LA VITA COME UN ROMANZO RUSSO
Emmanuel Carrère

Non me lo ricordo nemmeno bene, sempre meglio iniziare da "Limonov" di Carrère, opera d'arte. Ma mi ricordo che ha fatto una cosa preziosa. Mettere insieme sguardo privato, propri dolori, malinconie, forze e sorprese, con uno sguardo universale, sull'umano, che tutti ci accomuna, pure se non l'abbiamo vissuto in prima persona. Che alla fine è un po' quello a cui deve ambire la narrazione, per mio gusto.

"Sulle graphic novel non mi va di spiegare, ma d'altronde stiamo aprendo una rubrica nuova, puoi pure mantenerle nel mistero e lanciare solo i titoli":


1. L' arabo del futuro 
Riad Sattouf (2015)

2. Le ragazze dello studio Munari 
Alessandro Baronciani (2010)

3. Poco raccomandabile 
Chloé Cruchaudet (2014) 

I libri di oggi ricordano il genio insieme crudo e delicato di due autori americani (occhio di riguardo per Salinger) e il carattere intimo di una narrazione francese. Io, Sara, la ringrazio per le nuove prospettive sulle cose che ogni volta mi regala. Che stiamo aprendo una nuova rubrica lo ha deciso lei. Siamo tutti d'accordo?

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