#thesleepyhamlet

giovedì 10 maggio 2018

ULLAPOOL CHRONICLES: THE BOOKSHOP


L'atmosfera delle ultime settimane è piena di agitazione per il Book Festival che avrà inizio domani e che vedrà protagonisti alcuni tra i maggiori scrittori locali e scozzesi. Faccio il nome di Douglas Dunn, per citarne uno tra tutti quelli che non conoscevo. 

Incontri che meritano un ricordo:

- Erika, che una volta l'anno viene in macchina dalla Cornovaglia per rifornire la sua libreria di casa.  Si è trasferita più di trent'anni fa dalla Danimarca perché trovava l'Inghilterra più libera del suo Paese. 

- Una signora che vive in un villaggio a Nord (nel nulla), ogni sabato mattina accompagna qui la figlia ad un corso di teatro e compra un libro. Avendo smesso di fumare si concede la colazione al Celeidh Place e un libro come "treat".

- Robin che parla italiano e dice "per me questa libreria è...il mondo!" con sua nipote Alex che studia il gaelico e compra testi che non è riuscita a trovare neanche online. Arrivano da Inverness.

- Padre e figlio americani di ritorno da due settimane di cammino nelle Highlands, dormendo solo in bothies (capanni). Si preparavano psicologicamente (gli americani) da mesi per un cammino pioggia e hanno sempre trovato il sole.

- una nonna che sento cantare "Nella Vecchia Fattoria..." in inglese da una sedia in fondo alla libreria, ad una nipote che la guarda incantata.

- Tre generazioni di donne: la nonna che parla gaelico, la mamma che non lo parla perché tolto dalle scuole ai suoi tempi, la figlia che lo studia perché da qualche anno è stato reintrodotto, e lo parla con la nonna. La mamma, anello di mezzo, sta cercando di recuperarlo e compra un libro con testo a fronte.

In questo primo mese e mezzo ad Ullapool ho imparato ad uscire senza chiudere a chiave la porta di casa, ho partecipato a corsi di danza e visto le mie compagne settantacinquenni ballare come pazze "Gloria" di Umberto Tozzi, ho esplorato le Hihghlands su autobus dove eravamo solo io e l'autista; l'ultima, donna, che prima di scendere mi saluta così: "I'll pick you up anywhere I see you".

This is Scotland.




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